Dice lei

Prendersi sul serio, mica facile, questo nostro vivere in recupero, la maturita' slitta sempre piu' in là a rimorchio di un miraggio futuribile. (Sergio Caputo - E' già domani - No smoking)

Link

Alogenio...
Antonio Nuovo
§ confusa
cavoletto di bruxelles
Dave
DuAle
ERIADAN
Fashion
Giulia 2
Glittering
La Maury
le stanze di gaia
Malvestite
Mica facile
MicroBlogGiallo
mynetopinion
Noantri
RedApple
Selvaggia
The sartorialist
Titania
viaggiointornoame
z.

 

Archivio

oggi
aprile 2008
gennaio 2008
dicembre 2007
novembre 2007
ottobre 2007
settembre 2007
agosto 2007
luglio 2007
giugno 2007
maggio 2007
aprile 2007
marzo 2007
febbraio 2007
gennaio 2007
dicembre 2006
novembre 2006
ottobre 2006
settembre 2006
agosto 2006
luglio 2006
giugno 2006
maggio 2006
marzo 2006
febbraio 2006
gennaio 2006
dicembre 2005
novembre 2005
ottobre 2005
settembre 2005
agosto 2005
luglio 2005
giugno 2005
maggio 2005
aprile 2005
marzo 2005
febbraio 2005
gennaio 2005
dicembre 2004
novembre 2004
ottobre 2004
settembre 2004
agosto 2004
luglio 2004
giugno 2004
maggio 2004
aprile 2004
marzo 2004
febbraio 2004
gennaio 2004
dicembre 2003
novembre 2003
ottobre 2003

Categorie

 

Bottoni

 

Counter

visitato *loading* volte

 

 
venerdì, ottobre 31, 2003

 

Dice lei:

Sinceramente a me la festa di Halloween suscita simpatia, sdrammatizza le giornate tristi d'autunno e in fondo esorcizza un po' la paura della morte; certo in italiano - Tricks or treats - fa abbastanza schifo, - dolcetto o scherzetto- fa pena, un po’ come certe traduzioni di titolo di film (se scappi ti sposi, prima ti sposo poi ti rovino per dire). Non è proprio la stessa cosa, ma trovo anche ridicolo sventolare crisantemi in nome della tradizione, sarebbe bello o almeno un po’ più originale importare  sempre e solo dall’America, sarebbe più coerente, chissà perché ad esempio il capodanno cinese non se lo fila nessuno.

Comunque oggi è stata una giornata nefasta perfettamente in stile: 1) ho perso la mia preziosissima collana comprata da una donna indiana a Santa Fe’, era  un ricordo di quei fantastici mesi 2) piove, anzi diluvia con tutti gli odiosi annessi e connessi 3) è stata una giornata all’insegna della rottura di coglioni, quei giorni in cui il capo è nervoso, le colleghe noiose, i capelli stanno alla cazzo, e non succede assolutamente niente e in cui la tipa che conduce “Sipario” su Rete 4 mi da’ ancora più sui nervi, ma perché muove quella bocca in quel modo? Il suo mito è Alba? Perché non le passano un filo di rossetto su quelle labbra che si vede che è fondotinta marca calce cazzuola?E perché ha sempre quell’aria di sufficienza, fa una trasmissione di merda ma l’avrà ben scelto lei, la pagheranno no?

Eravamo ad Halloween però, io se l’avessi a portata di mano un zucchetta la metterei fuori dalla porta…

Postato da: shopalcholic alle 31/10/2003 20:46 | link | commenti (4) |

Dice lui:

"So it's Halloween".

Così cantavano i Dead Kennedys sul loro “Plastic Surgery Disaster” nel 1981. Allora, in Italia, “Halloween” era solo il film di Carpenter e, le celebrazioni dei riti anglosassoni non erano ancora entrate a far parte del nostro tran tran.

Ven’anni dopo, le feste a tema un po’ dappertutto, zucchette di plastica (brutte) pipistrelli di plastica per adeguarsi a questa specie di carnevale fuori stagione, a tema vagamente horror. E tu, italiano dai trent’anni in giù, che trascorri il Natale con i tuoi e Pasqua con chi vuoi, ti vestirai da uomo lupo o da vampiro? Bacerai la tua strega sotto i festoncini di carta a forma di chirotteri, o non bacerai nessuno? Andrai in giro per Lucca o per Borgomanero gridando “dolcetto o scherzetto” agli atterriti spettatori di “striscia la notizia”? Farai il gioco delle interiora di pollo in cantina come nel racconto di Bardbury?

Sono buie e umide le notti d’Autunno e per oggi il bollettino meteorologico prevede pioggia. Nei campi oltre la periferia, nei buio dei portoni, nelle vecchie soffitte, lungo il muro del cimitero, non c’è assolutamente nulla, tutt’al più, tra i viandanti mascherati uscenti dai locali, serpeggerà l’ombra del ridicolo.

Postato da: shopalcholic alle 31/10/2003 20:14 | link | commenti (1) |

giovedì, ottobre 30, 2003

Dice lei:

Oggi ho letto un post che mi ha fatto proprio ridere, è quello di selvaggia, che mi conferma che l’accoppiata bellezza e simpatia sono veramente irresistibili. Infatti le due cose se disunite entrano nell’ambito dell’ opinabilità, la bellezza sola intimidisce, scoraggia, previene (non nel senso antinfluenzale), la simpatia a sua volta poveretta, da sola non può sollevare ogni sorte ma l’accoppiata, veramente rara devo dire, apre ogni porta. E’ un fenomeno che da 5 o 6 mesi vedo ogni giorno, si da il caso che io abbia una collega,bella, va sul serio. Di quelle bellezze che è impossibile non notare e contro la quale anche la più infida e malevola lingua tace. E guarda un po’, è anche gentilissima, e simpatica. Bene, osservandola ho potuto osservare come il mondo interagisce intorno a lei: 1) l’impatto: negli uomini devastante. Anche il nonnino che sta girando con la flebo da una parte e il bastone dall’altra si gira, si blocca, inciampa, le macchine per strada inchiodano e il traffico si apre con un effetto biblico e lei sorridendo e ringraziando tutti passa (io, dietro ne approfitto). 2) Le donne: partono, ahimè male: istintivamente sono sulla difensiva, si guardano intorno per salvare il salvabile (tipo, nascondere il marito sotto la giacca o cercano di distrarlo con frasi del tipo “ma quella non è la tua macchina?”), subito la odiano un pochino, - sarà scema- pensano, sicuramente il corpo non può aver sviluppato tutto dalla a alla z, cervello compreso, no? Poi, quando ci parlano comincia l’effetto calamita, perché lei è simpatica, complice e queste cose sulle donne fanno breccia. Il crollo e la resa. Che dire, a me le cose belle sono sempre piaciute, il mio senso estetico è predominante su gli altri, sarò superficiale, ma quando mi avvicino a qualcuno per relazionarmi con lui (inteso come neutro, intendo anche lei) l’aspetto esteriore mi condiziona, mi predispone o mi indispone. Il tutto poi, può essere superato in un senso o nell’altro con l’intelligenza dell’interlocutore, quella è la bellezza della mente, quella assoluta.

Postato da: shopalcholic alle 30/10/2003 14:54 | link | commenti (1) |

mercoledì, ottobre 29, 2003

Dice lei:

Pensieri per strada

Stamattina sulla strada del lavoro, mi è venuta in mente mia mamma, i suoi "davantini" in particolare. Lei era insegnante alle magistrali e ci ha sempre tenuto ad apparire "a posto". Aveva sempre gli anelli e gli orecchini, quando tornava a casa alle due del pomeriggio li sfilava mettendoli in una ciotola di legno marrone con un centrino di ciniglia verde, vicino al telefono. Nell'armadio aveva poi vari completi "da lavoro", di maglina di lana, stesso modello diversi colori, fatti da una signora che li vendeva in casa. Una gonna sotto il ginocchio svasata e un piccolo cardigan sopra. Uno rosso, uno fucsia, uno verde e blue, uno verde oliva più elegante, la mamma azzardava abbastanza con i colori. E sotto metteva una finta camicetta. Solo la parte davanti, con i colletto, magari ricamato, rigorosamente bianco di picché. Li adorava, erano religiosamente stirati e piegati nella cassettiera marrone della camera da letto, ogni tanto andavo lì per cercare di rubarle qualcosa, calze di solito, e li vedevo in un profumo di lavanda e naftalina. Ce l' ho davanti agli occhi. Lei c'è ancora, ma mi sembra di pensare ad un'altra vita.

Postato da: shopalcholic alle 29/10/2003 18:56 | link | commenti |

Dice lei:

Mia Farrow fu definita in un film di Woody Allen del quale non ricordo il nome (forse mariti e mogli?), una passiva aggressiva. Termine affascinante, trovo. Va a definire una persona che manifesta la sua aggressività in modo diverso dalle manifestazioni più comuni ma comunque efficace e perciò molto più subdolo e inattaccabile.

Ogni tanto io mi riconosco in questo termine, l’insicurezza rende furbi nell’aggirare il nemico, si studiano altre tecniche più mascherate, in modo da evitare zampate dirette ma si cerca di colpire aggirando il più possibile il contatto diretto.

Ultimante poi, la mia aggressività sale quando mi setto oppressa in termini di spazio, se qualcuno mi cammina di lato per esempio sento che il ninja che è in me si sta per scatenare, allora rallento, faccio passare, prendo un paio di metri di distanza e poi continuo la  mia strada.  Se mi commina dietro succedono le cose più pazze dallo scatto laterale con mossa di kung fu, a sguardi feroci, che di solito terrorizzano il povero cristo che proprio non ci pensava a tendermi un agguato. E’ l’istinto che parla, a volte dice cazzate, ma pazienza. Credo che un fine psicologo interpreterebbe tutto questo affermando che ciò rappresenta la paura di essere invasa. Certo, e ne ho ragione dico io. Pretendo il mio spazio vitale, non voglio fiati sul collo, occhi che leggono il mio giornale (giuro, mi è capitato facendo colazione da Princi), odio chi mi taglia la strada anche a piedi e chi non si sposta incurante di spintonare il prossimo. Lo so, dovrei vivere nelle Langhe e non nel capoluogo lombardo, ma questa è un’altra storia. 

Beh, comunque, stamattina piove ancora, alla vigliacca.

 

 

Postato da: shopalcholic alle 29/10/2003 10:12 | link | commenti (2) |

Dice lui:

Anonimo aggressivo

 In Internet ci mostra subito aggressivi. Sulle chat scorrono gli insulti frammisti ai riferimenti impenetrabili degli habitué; i blog esprimono pareri  senza mezzi termini e i commenti ai blog sono ancora più brutali. Si parla di sesso? Tutti sembrano dei maniaci. Di politica? Persino le idee più tolleranti e liberal si inguainano in esposizioni dure come pietre. Tanto che ci costa? Anonimo inseriamo su un anomino.  Ovviamente le invettive più brucianti provendono dagli istruiti, dagli acculturati, dagli informati; sono pesi massimi della parola scritta e poco importata che si firmino “zydrach” o “jchnusa”, dietro ai nomi finti riluce un’ostilità vera. Lassù qualcuno ci odia.

Gli stupidi, i bruti, i degenerati in compenso fanno paura. Alle limitate risorse del loro linguaggio corrisponde una furia iterativa, quasi fisica, nell’inanellare florilegi di parolacce, poche, ossessive, sempre quelle. Termini che designano escrementi, organi sessuali e attività sessuali vengono rivolti senza nesso logico allo sconosciuto scrivente in un impeto iconoclasta; il pene come massima espressione della rabbia. La rabbia come espressione di che? Forse per vivere bisogna odiare e intanto si instaura l’ora legale, indifferente, e i parchi, e i condomini e le campagne sprofondano nel buio.

Anonimi.  

Postato da: shopalcholic alle 29/10/2003 09:41 | link | commenti (1) |

martedì, ottobre 28, 2003

Dice lui:

Come ci si veste a Torino? Come ci si veste a Milano? Nel pomeriggio il sole, e il problema è rimosso. Rimane irriducibile la borsa. Girare con una borsa ( di plastica, di cellophane, sia essa del Virgin Megastore che di Max&Co. ) non è un vezzo.: è necessario. Incompleti, irrisolti, portiamo con noi ciò che ci manca. Un tempo mi bastavano le tasche, con i soldi, le sigarette, tutto quanto mi servisse per affrontare il mondo lo sentivo, solido, in me. Con gli anni si sono aggiunte chiavi, chewing-gum, documenti, penne, con l'euro, un pesante portamonete, portafoglio. Anche il più capiente giaccone non basta più. Ora quando esco porto ocn me un libro (per non vedere in metropolitana chi vedo che non mi vede), a volte due libri (uno serio, uno quando sono d'umore indeciso). L'estate torrida ha introdotto la piacevole novità della bottiglietta d'acqua; insomma la borsa mi serve. Ne uso una grande robusta della Rinascente dalla fantasia optical arancione e rosa che la decora; mi ricorda la mia infanzia: forse la psicanalisi ci vedrebbe il riferimento ad uno spazio contenitivo e femminile del ventre materno (ma io no). Ci butto di tutto: opuscoli, acquisti, berretto quando piove e persino la polenta della mamma (impacchettata, ovvio). Al supermercato niente sacchetti per me. "Le serve una borsa?" - " "Ce l'ho, grazie". Un tempo uscivo a mani vuote, a mani vuot e tornavo. Nella mai borsa c'è dentro la paura.

Postato da: shopalcholic alle 28/10/2003 17:11 | link | commenti |

lunedì, ottobre 27, 2003

Dice lei:

Lavori in corso.

Stamattina pioveva

Oggi giornata zigozago, a Milano piove, piove di quella pioggia micronizzata che mi fa impazzire perchè non c'è ombrello capace di arginarla, della compattezza di una nuvola ti avvolge da testa a piedi e rende inutile le tue fatiche e  completamente invivibile questa città. Una città sull'orlo di una crisi di nervi. Strutturata in modo circolare impedisce in realtà di svolgere l'attività medesima. Vivo in questa città da quasi tre anni e, in tema "assetto da pioggia" ho imparato un sacco di cose. Prima di tutto che a Milano l'ombrello è inutile, per le ragioni di cui sopra. Di conseguenza ci vuole un cappello, a cloche, a coppola, berrettino di lana, meglio se firmato, dettaglio che comunque varia , a seconda delle zone dove si circola. Poi ci vuole un gilet trapuntato, entrare e uscire "dai mezzi" come si dice qui, fa sudare e quindi ecco spuntare il gilet, capo che un torinese userebbe solo per andare a pesca la domenica. Invece qui è universale. E poi, che sia neve, sole, ira di Dio, le s-c-a-r-p-e. Qui non si scherza, quando il gioco si fa duro (?) le milanesi affilano gli stiletti e via! Slalom tra le grate di cui i marciapiedi sono fertili, loro non ci rinunciano mai e poi mai, per niente al mondo. Qui non atteccherà mai la moda delle scarpe "to go" delle signore di New York. Vere fashion victim, nel senso di candidate al pronto soccorso, si maciullano le estremità pur di non sciupare l'effetto totale. Io mestamente mi porto le scarpe nella borsa, e per questo le mie colleghe mi considerano un po' una sfigata. Una debole, anzi. Poi come tocco finale, accessorio per tutte le stagioni, ci vuole la sportina, borsettina con i manici, per i fanatici detta "shopper",  va veramente forte, può essere stampata a gattini, finto tetrapack, griffatissima. E dentro cosa c'è? Mistero. Forse un libro, per ammazzare le lunghe e stressanti trasferte in metropolitana, magari una merendina...chissà, non ho mai osato curiosarci dentro. Comunque, stamattina pioveva.

Postato da: shopalcholic alle 27/10/2003 22:14 | link | commenti |