Prendersi sul serio, mica facile, questo nostro vivere in recupero, la maturita' slitta sempre piu' in là a rimorchio di un miraggio futuribile. (Sergio Caputo - E' già domani - No smoking)
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Dice lei:
E direi che per quest'anno è tutto,
auguri
Dice lei:
Mary, Pippi e Bridget
Ieri sera davano su Rai 3 (incredibile, non un quiz per lobotomizzati, non un documentario sulla vita delle antilopi zebrate...un film!) Mary Poppins, e io, anche se mi ero presa una videocassetta terribilmente romantica e smielosa con J.LO, non ho potuto evitare di rivederlo credo per la 1001 volta. Credo che sia uno dei film per bambini più garbati e deliziosi della storia del cinema, ma cosa fondamentale è un film progressista. Mary Poppins è l'antisignana, la madre di tutte le moderne singles, e devo dire, dà un bello stacco alla povera Bridget Jones.
Mary P. insieme alla mitica Pippi Calzelunghe infatti sono le prime donne che hanno scelto in serenità di vivere da sole e, guardà, un po' di essere felici lo stesso. Non cercano mariti, nè fidanzati, sono libere come il vento, vanno e vengono e hanno amici nel mondo che le circonda. Sia in Mary P. che in Pippi P. le famiglie vengono rappresentate come un istituzione in crisi, ben 40 anni prima di Muccino & Co.
Padri rincretiniti dal lavoro, madri frustrate completamente incapaci di governare i figli, alla fine ritrovano loro stessi grazie ad una donna, sola, venuta con il vento in viale dei Ciliegi. Oggi sarebbe impensabile proporre un modello del genere, infatti Bridget J. viene insolentita durante le cene dai suoi amici che le rinfacciano il fatto di non essere ancora una di "loro". Pippi e Mary fanno dei lavori di casa un grandissimo divertimento, basti ricordare di quando Pippi versa l'acqua saponata sul pavimento, si lega due spazzoloni sotto i piedi e per magia la casa diventa patinoire, Mary invece, più efficiente e organizzata, schiocca le dita e tutto salta nei cassetti.
Insomma, ieri sera mi sono accorta che forse questi due personaggi, molto più di Cenerentola e Biancaneve mi sono entrati, per qualche motivo, in testa a dieci anni e in qualche modo hanno alimentato una parte del mio carattere, forse dovrei ricordarle un po' più spesso a me stessa.
Dice lei
Giornate di fine anno
Sono adorabili queste giornate di fine anno. Tutto sembra snodarsi e semplificarsi come un filo di lana da un gomitolo. Persino Milano è accettabile, poca la gente nelle prime ore del mattino, traffico rilassato, posto a sedere in metropolitana, uffici deserti, telefoni silenziosi e niente coda in mensa. Non c'è ansia per l'attesa, non c'è frenesia. Sembrano annullati gli elementi produttori di fastidio. Il cielo aiuta, mandando una pioggerellina piccola e fastidiosa che scoraggia ad uscire, è anche meglio che ad agosto, quando il caldo opprimente redeva difficile ogni escursione non condizionata. Ho la casa tutta per me, posso impastare e glassare biscotti fino a notte fonda, monopolizzare il telecomando e guardare serena e inconscente "Diario" su Italia 1 (ieri sera alla fine mi sono quasi commossa), e cantare come Maria in "Tutti insieme appassionatamente":
Ecco le cose che piacciono a me
Musiche di Oscar Hammersteier II e Richard Rodgers
Gocce di pioggia sul verde dei prati,
sciarpe di lana, guantoni felpati,
più che il sapore, il colore del the
ecco le cose che piacciono a me!
Torte di mele, biscotti croccanti,
bianchi vapori dai treni sbuffanti,
quando ti portano a letto il caffè,
ecco le cose che piacciono a me!
Tanti vestiti a vivaci colori,
quando ricevi in regalo dei fiori,
le camicette di bianco picchè,
ecco le cose che piacciono a me!
Se son triste, infelice, e non so il perché
io penso alle cose che amo di più
e torna il seren per me!
Il miagolare che fanno i gattini,
ed il sorriso di tutti i bambini,
la cioccolata che è dentro i bignè,
ecco le cose che piacciono a me!
Un bel quaderno appena comprato,
un fazzoletto che sa di bucato,
una gallina che fa coccodè,
ecco le cose che piacciono a me!
Biondi capelli su un viso abbronzato,
pane arrostito con burro spalmato,
quando si ride ma senza un perché,
ecco le cose che piacciono a me!
Se son triste, infelice, e non so il perché
io penso alle cose che amo di più
e torna il seren per me!
Dice lei:
Considerescion
Leggo che la Rai ha detto BASTA alla tradizione del concerto di Capodanno trasmesso in diretta da Vienna, opterà invece per un concerto dalla Fenice di Venezia.
Minchia (scusate ma ci vuole), questo sì che è spirito innovativo!
Dice lei:
Poesia:
Meriggio
Cazzeggiare pallido e assorto.
Dice lei:

Cronache di un Natale vissuto
La mia collega a pranzo mi ha raccontato che il cane di sua sorella, cucciolo di stazza di nome Dixy, il 25 mattina si è mangiato la statuetta di Gesù Bambino...non male eh?
Dice lei:
E' uscito l'ultimo degli art. 31, non posso fare a meno a riportare un pezzo del testo "l'italiano medio":
Io mi ricordo collette di Natale
Campi di grano ai lati della provinciale
Il tragico Fantozzi la satira sociale
Oggi cerco Luttazzi e
Non lo trovo sul canale
Comunque sono un bravo cittadino
Ho aggiornato suonerie del telefonino
E un bicchiere di vino con un panino
Provo felicità se Costanzo fa il trenino
Ho un santino in salotto
Lo prego così vinco all'enalotto
Ho Gerry Scotti col risotto ma è scotto
Che mi fa diventare milionario come Silvio
Col giornale di Paolo e tanta fede in Emilio
Quest'anno ho avuto fame ma x due settimane
Ho fatto il ricco a Porto Cervo. Che bello!!
Però ricordo collette di Natale
Compi di grano ora il grano è da buttare
M'importa poco oggi io vado al centro commerciale
E il mio problema è solo dove parcheggiare
Ohoo Ohoo
Ma a me non me ne frega tanto
Ohoo Ohoo
Io sono un italiano e canto
E datemi Fiorello e Panariello alla tv
Sono l'italiano medio nel blu dipinto di blu
Dice lei:
Come dopo un immersione riemergo.
Siamo a metà ma il peggio è passato, una pioggia sferzante sta portando via tutto il superfluo di questo Natale, scioglie i cartelli delle offerte dei supermercati, il pressapochismo degli articoli a tema dei giornali, le dichiarazioni su quanto si è speso, le lamentele dei commercianti su quanto non si è speso, gli imballi vuoti dei brutti giocattoli di plastica, tutto si scolora e scivola nelle grondaie, lungo i muri, giù nei tombini.
Resta solo il nocciolo, il meglio o il peggio di quello che c'è stato, qualcosa che sia penetrato sotto la pelle, anche solo una sensazione leggera come un soffio. A me resta un senso di famigliare calore avvertito il giorno del 25, a casa, a mangiare pane e salame tra chiacchere e risate. Lontano da banchetti e falsi sorrisi. Una bella serata da sola al cinema, guardando il film di Natale per eccellenza, ritornando per via Garibaldi, finalmente vuota, con le mani in tasca, respirando l'aria ferma che annunciava la neve dei giorni successivi.
E' tutto lì il mio Natale 2003.
Dice lei:
Consiglioper gli acquisti: le lucine per l'albero a 8 velocità, in particolare la funzione "accensione e lenta dissolvenza" effetto magico Natale garantito.
Dice lei:
Progetti per l'anno che verrà

La rinascita,
sarà bellissimo.
Dice lei:
Questa donna è nata il 20 giugno 1967, 4 giorni dopo di me, e quindi?
Niente, così, mi piace pensare che abbiamo qualcosa in comune.
Dice lei:

Lo giuro: ero uscita per comprare una formina da biscotti a forma di alberello, ma poi, non sono riuscita a resistere.
Tipico.
Dice sempre lei:
Fuori s'accendono e brillano gli alberi di Natale, le luci di Brera, ma dentro di me si spengono ad una ad una le luci dell'anima.
Triste, fuori stagione, ma è così.
Non so che farci, più questo Natale mi viene incontro, più io mi ritraggo; il collegio unito di freudiani e junghiani mi darebbe mille spiegazioni sul perchè e per come in questo periodo ad alcuni scende una tristezza gelida nel petto.
Ma io, non ho voglia di ascoltarli.
Mi auguro di ritrovare un po' di verve nei prossimi giorni, giusto per non sotterrare il mio blogghino.
E di seguito poesia a tema di Ungaretti sul Natale:
Non ho voglia di tuffarmi in un gomitolo di strade
Ho tanta stanchezza sulle spalle
Lasciatemi così
Come una cosa Posata
In un Angolo
E dimenticata
Dice lei:
Aiuto aiuto, una nuova regola dell'ammistratore di controllo mi vieta di visualizzare tutti i blog di splinder, e adesso come faccio?
Dice lei:
E anche quest’anno mi è andata male.
Meglio dell’anno scorso ma non ci siamo ancora.
Sono anni che mi propongo di prendermi una pausa dal mondo dal 1 al 23 dicembre e mi ricomparire come una fata primavera tardiva ( o in vistoso anticipo) il 24 a casa dei miei fresca come una rosa e rilassata come una burrata pugliese.
Ma poi, tira e briga, mi dimentico e mi ritrovo nella palta che contraddistingue questo primi 23 giorni del mese di dicembre.
Quest’anno mi sono portata avanti di un pezzetto, complice il maldido dentista che con le sue iniezioni e interventi a cazzo che mi ha fatto stare a casa una settimana, in santa mutua.
Non è stato un gran sollazzo, visto che avevo sempre l’aria piangiulenta di una Maddalena afflitta, ma questo mi ha permesso un’astrazione assoluta dal contesto.
Tuttavia, ieri, puff ci sono finita dentro un’altra volta.
Tutto è iniziato per via dell’albero, dovevo comprarne uno, quindi sono entrata nell’ottica di quelli che si preparano al Natale e verso l’una sono partita alla volta del nuovo supermegacentrocommerciale dietro casa.
Mentre mi avvicinavo, sentivo un filo d’ansia crescere, ma ho proseguito ignorando i segnali.
Arrivata nella sezione “alberi e decorazioni” c’è stato il tracollo.
Il reparto era stato saccheggiato, gli scatoloni divelti, dagli espositori penzolavano tristi i festoni avanzati nei colori più assurdi (arancio, viola), una commessa scazzatissima prezzava i presepi e cristonava ogni volta che qualcuno passando con il carrello (mega anche lui, abbinato al centro commerciale), faceva cadere qualcosa.
Il clima si faceva sempre più aggressivo, verso le due sono arrivate le prime famiglie, banda così composta: lei, la mamma, capelli stopposi, occhiaie, loro, i figli, soprappeso, incontenibili e ingovernati, la nonna, e il marito a casa ma in contatto via telefono.
Lei lo chiama e urla “Ma come cazzo lo vuoi questo cestino?”, “Ah, grande ma non troppo, alto ma non basso, naturale ma non di vimini”, segue imprecazione. I figli arrivano nel frattempo con mille richieste e lei lancia strali in tutte le direzioni maledicendoli per generazioni e facendo funeste previsioni sul loro futuro di futuri adulti (vedrete, quando li guadagnerete voi, i soldi!), la nonna nel frattempo cerca di calmarla riuscendo solo a dare fastidio. Di questo quadretto, ne ho trovato almeno uno per reparto.
Spaventata, arraffo il mio albero, che volevo piccolino ma alla fine è alto come me (sotto il metro e cinquanta sono esauriti) e mi allontano, supero muraglie di panettoni, di brutti peluches e penso che quello dei negozi, è un Natale veramente volgare e arraffone. Ormai non c’è più nulla di accattivante nello stile “papà Bauli”, è tutto buttato lì’ come cibo per maiali, non ne vale la pena, tanto sanno che comunque la gente comprerà, perché non può farne a meno. Mi prende una grande tristezza mentre guido verso caso nella strada deserta con un camioncino che, comunque, mi strombazza e mi tallona per superarmi.
Più lontano lo si tiene meglio è.
Mi riprometto, ancora una volta, di sparire l’anno prossimo.
Dice lei:
Svraaaam.
Si riapre dopo una settimana di chiusura, perchè chi c'è c'è e chi non c'è non c'è, punto.
Dice lei:
Sono giornate grigie, vivo nella nebulosa della nevralgia dentaria con pochi sprazzi di lucidità che l'Aulin mi concede. Sempre più brevi per la verità. Diventerò una Melanie Griffith anche io? Mi avventerò sulle polverina magica al mandarino servendomela in flute da champagne? Domani ho organizzato un incontro fuori programma con il mio aguzzino per ucciderlo. Il dente.