Prendersi sul serio, mica facile, questo nostro vivere in recupero, la maturita' slitta sempre piu' in là a rimorchio di un miraggio futuribile. (Sergio Caputo - E' già domani - No smoking)
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Dice lei
Dio c'é
Pazzesco! Sembra che si faccia veramente! Incredibile.
Dice lei
Aggiornamento rifiuti Monza
Stremata dalla complessità della raccolta differenziata ho assemblato il tutto e ho caricato i sacchi nel portabagagli. Dopodichè ho scaricato tutto a Milano. Non avrei mai pensato di rimpiangere i cassonetti dell'immondizia torinesi.
Dice lei
Oggi sono andata in pausa pranzo da Clinique per una dimostrazione di trucco, l'uso smodato di copriocchiaie da parte del truccatore mi ha buttato in depressione. Più che valorizzare qui era tutto un nascondere...più che un make-up un camouflage!
Dice lei
Dio c'è
Stamattina percorrevo la strada per l'ufficio gridando a bocca chiusa "aiuto salvatemi, scoppierò" e poi alle 9.00 la telefonata ancora quella speranza, una possibilità appesa a una tela di fili di ragno. Ma c'è.
Dice lei
A tutti coloro che non ci sono mai stati consiglio, almeno una volta nella vita di visitare un salone del fumetto. Io per vari motivo ci sono stata in veste di accompagnatrice varie volte e non finisco mai di stupirmi su quanto il mondo sia bello perchè vario (olé banalità). Comunque, questo sabato ero à Turin (pronunciato alla Macario per favore) e ci sono andata.
Nelle fiere del fumetto vige una curiosa regola non scritta, chi si presenta in costume entra senza pagare. In costume da che, direte voi? In costume da "anime" (parola giapponese per dire cartone animato) o comunque da personaggio fantasy. Va precisato che a farlo non sono i bambini, ma ragazze più che sviluppate e ragazzi in età molto post puberale. L'effetto è spiazzante. Capita di trovarsi fianco a fianco con una Sailor Moon di 25 anni tutta un fiocchetto rosa, con tanto di bacchetta magica; sabato girava una Bia con scopa di saggina in mano, un'intera squadra arrivata direttamente da Guerre Stellari con dei costumi incredibili, più una serie di ragazze scosciatissime stile manga soft erotico e ragazzi con parrucche da folletti. Insomma dei pazzi.
Beh comunque, leggo sul programma della manifestazione che alle 11 parla niente meno che Hiroshi Takahashi il padre fondatore di serial mitici come Mazinga Z, Goldrake e Candy Candy. Visto che sono lì a bighellonore decido di farci un salto. Chi l'avrebbe detto, difronte ad una platea allibita di ragazzini che credevano di trovarsi alla solita conferenzina da amatori con filmini d'annata e tarallucci c'è il sig. Takahashi, vero manager giapponese, parla a raffica, il traduttore suda sette camicie per stargli dietro, Takahashi ha tenuto una vera e propria lezione universitaria di marketing, ha proiettato slides, parlato di cifre, costi di produzione, sottilineato i punti di forza, snocciolato la storia del fumetto manga dalle origini ad oggi, insomma li ha stesi tutti.
Io ero entusiasta, la maggior parte, nei loro vestitini di lycra, parrucche e scope, russava clamorosamente.
Dice lei
Paranoia da neoresidente
Dopo aver stampato da Internet il "vademecum per i neoresidenti monzesi" ho scoperto di avr sbagliato la raccolta differenziata per i rifiuti infatti ho: 1. lasciato il secco davanto al portone in un sacchetto azzurro (beeep infrazione! Il sacchetto doveva essere trasparente, adesso tutta la via saprà che ho sbagliato) 2. messo nella plastica i vasetti di yogurt e le vaschette per alimenti (beeep infrazione! vanno messi nel secco).
Si legge nel suddetto opuscolo:
" Il peccato del singolo cittadino è la vergogna della città - Esiodo".
Oddio, vado ad annegarmi nel lavandino dell'ufficio.
Dice lei:

Sintesi di pensieri di questa mattina
Ore 7.00 suona la sveglia: oddio non ce la faccio/punto la sveglia alle 8 e dormo ancora un po'/no, tanto poi non ce la faccio a riaddormentarmi/non vale neanche la pena di fare lo sforzo, tanto un'ora in più non mi basta/mando un sms e mi do' malata/dico che ho un attacco di cervicale/ma no, come faccio, è lunedì non ci crederà nessuno/dico che arriverò solo un po' più tardi/no, non ci crederà nessuno/ma chissenefrega, credano quello che vogliono/mi prendo mezza giornata di ferie/certo che buttar via le ferie così, è un vero peccato, e poi quest'anno già non sono ponti.../però se uno le ferie non le prende quando ne ha bisogno/dai, tirati su, sono brutti i primi 30 minuti, poi passa/oddio, che nausea, mi sento svenire/ vabbè mi alzo, uno due...
Dice lei
Futilissimevolmente futile
Ieri mi sentivo molto diva anni 50' ma solo fino alle tre del pomeriggio poi l'effetto è svanito per lasciare il posto ad un sano impeto di antipatia verso la mia genitrice.
Come superare il trauma? Come ritrovare lo spirito da fata primavera?
H & M ancora una volta mi ha accolto tra i sui stand caotici e colorati, le commesse sudate che corrono da una parte all'altra con le braccia piene di vestiti da sistemare e il suo inconfondibile odore di palestra. Piccolo scrigno della moda a poco prezzo, sfacciatamente scopiazzata e dalla clientela veramente eterogenea. Alla fine, dopo circa due ore di mente svuotata sono uscita con il mio bel sacchetto in mano. Abitino molto zia Petunia, il mio stile preferito, a fiori rosa e verdi e camicina Doris Day a righine. L'umore salvato, l'importo meno di una cena al ristorante.
Dice lei:
Oggi con la mia gonna a mezza ruota gialla mi sento molto Lauren Bacall...
Dice lei
Si' Sandra, lo so.
Ti sarà sembrato strano che io, essendo a dieta/cavernicolo, oggi mi mangiassi una fetta di torta cioccolata e pere ma rifletti: la ciccolata è una bacca (si sa) e le pere sono un frutto no? Più o meno l'equivalente della tua macedonia di frutta, solo di forma diversa .
Un po' di elasticità mentale aiuta nella vita, si sa.
Dice lei
Un po' impacciata esco sulla bicicletta traballando, i freni non vanno tanto bene e ho paura di cadere e di perdere una scarpa, ma tutto fila liscio, l'aria ha un buon odore, lascio la bici, prendo il treno e comincia la prima giornata da pendolare.
Dice lei:
Lo so non dovevo.
Ma per dirla con le parole d'altri so resistere a tutto tranne che alle tentazioni.
Sono proprietaria di un paio di scarpette rosa con il tacchetto.
Uipiii.
Dice lei:
Leggete qui, questa donna è un mito!!!
ps. il gatto è questo


Cari voi, ho risolto il problema della casa.
Ecco l’illuminazione pasquale.
Mi compro un camper mansardato.
Cosa c’è più comodo?
Basta traslocare le proprie masserizie da una parte all’altra!
Costo modico, più di una macchina ma meno di una casa, niente ICI, niente tasse sulle immondizie, nessun canone d’affitto, donna on the road nel vero senso della parola.
Vado ad abitare dove mi pare, oggi a Milano, domani a Monza, dopodomani a Viareggio e ovunque mi sposti sono sempre a casa mia.
Una specie di zaino su due ruote.
Magari mi lasciano anche parcheggiare nel cortile dell’ufficio, così sono più comoda, in centro, al sicuro, sorvegliata notte e giorno, al mattino mi alzo alle nove meno un quarto, magari mi viene a chiamare qualche collega simpatico come le brioches e in due minuti sono seduta alla scrivania! Senza metropolitane o treni.
Un monolocale nel centro di Milano costa almeno 250.000,00 Euro, capito che risparmio?
E poi, se decido di convivere mi parcheggio sotto casa di lui e poi si vede come va!!!
Dice lei
Qui abbiamo messo su un CD dove va "La colegiala"...l'atmosfera è quella di un capodanno triste.
Dice lei:
La grotta di Alì Babà
Trovata gonna da H&M deliziosa scampanata di gabardine di cotone giallo pastello a soli Euro 14,50.
Acquistata.
Ovviamente.
Dice lei
Aggiunta al manualetto delle novelle separate:
Evitate di insistere come martelli con l'amica single decennale per andare in vacanza assieme. Un po' di coerenza per favore, l'avete ignorata per anni salutandola con il fazzoletto sia quando si avventurava, zaino in spalla, da sola per i luoghi più disparati del pianeta sia quando partiva per un fine settima solitario sulle Alpi, dicendole ogni volta :"quanto sei coraggiosa, quasi quasi ti invidio...!".
Bene è il momento: fatelo anche voi, provate l'ebbrezza e così la prossima volta farete meno le cozze attaccate allo scoglio o almeno starete zitte!
Dice lei
Uno dei primi ricordi che ho di me risale a quando avevo più o meno tre anni ed è collegato a una delle cose che amo di più, saper leggere. Unito a questo c’è anche la memoria del mio primo vero sentimento di invidia, rivolto verso mia sorella, di quattro anni più grande di me, lei sapeva leggere ed io invece no .
Era come se lei appartasse ad un altro mondo per me irraggiungibile, un muro altissimo, sfogliavo le pagine illustrate dei miei libri, le Fiabe Sonore della Fabbri Editore, e guardavo impaziente quei segni neri cercando uno strumento per interpretarli, ma non ci riuscivo e mi sentivo frustrata. Così portavo il libro aperto da mia mamma e le chiedevo di leggerlo per me, ma era una sconfitta, non vedevo l’ora di poterlo fare da sola, credo sia stato il mio primo desiderio cosciente di indipendenza.
Nella foto della prima comunione di mia sorella, nella chiesa scura, ci sono io, molto seria, con un grande libro sotto il braccio per mano a mia madre, così come altre uscivano con la bambola io in quel periodo giravo con un libro.
Paradossalmente non ricordo le mie prime letture qualche anno più tardi, la scuola, con le sue regole e i suoi grigiori si è ingoiata tutto.
Ma i libri sono i miei amici da allora. Non c’è viaggio, attesa nella quale io non desideri poter leggere, sprofondare nelle pagine, dimenticare ogni cosa ed essere lì, nelle immagini di ciò che leggo, non tanto nelle parole, che non sono le mie. Ogni libro diventa nella mia mente un libro illustrato e tanto più mi piace quanto più è in grado di produrre immagini. La fine di un libro che ho amato è sempre un sottile dispiacere, la conclusione di qualcosa di unico e irripetibile.
Dice lei
Giornate
Sono giornate difficili, il male ai denti offusca i pensieri e mi sento vulnerabile, è come se fossi diventata permeabile, tutto mi passa attraverso lasciandomi scossa. Cerco di sfuggire, di nascondermi agli altri, speriamo che tutto questo passi presto.
Dice lei:
Allora, per mesi non succede nulla. Cerchi di smuovere i massi e niente.
Poi, una mattina ecco che arriva meno di un'occasione, una possibilità con le ali di farfalla. Non oso quasi sperarci, trattengo il fiato.
E dopo poco, ecco che ne sfuma un'altra così cercata, così opportuna da mordesi le mani. Ma devo rinunciare, in nome di una serie di cose cose indefinibili chiamate "principi", e che sono indissolubilmente parte di me.