Prendersi sul serio, mica facile, questo nostro vivere in recupero, la maturita' slitta sempre piu' in là a rimorchio di un miraggio futuribile. (Sergio Caputo - E' già domani - No smoking)
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Dice lei
Hysteric pregnant syndrome
A distanza di un anno, con l’arrivare dei primi caldi, ci risiamo.
Questo fine settimana me l’ hanno chiesto già due volte.
La domanda è questa: “Cara, sei incinta?”
Allora chiariamo una volta per tutte: non lo sono, smettete di chiedermelo, giuro che sarò la prima a urlarlo ai quattro venti, se e quando un di’ sarà.
Tutt’al più, visto il furioso ticchettio del mio orologio biologico, ne sto avendo una isterica, che va avanti ormai da un paio d’anni e che non porta ovviamente a nulla.
Un po’ come capita alle gatte rinchiuse in appartamento.
Possibile che a nessuno venga in mente di chiedermi invece: “Cara, soffri di colite?”, “Cara, ma da quanto è che non vai in bagno?”, “Cara hai mangiato delle angurie intere?” o più banalmente :
“Cara, ma quanto sei ingrassata!”.
Uffa!
Dice lei
Nutural-maniac
E’ già di moda da un po’ di anni ma adesso è diventato un vero business, soprattutto per chi vende, parliamo della mania del naturale/biologico/ecologico.
Questa volta è il settore mobili.
Devo acquistare un armadio per la mia minicasa, e mi piacerebbe una struttura leggera, aera per essere poetica, con ante scorrevoli invece di acquistare il solito mazzacrocco di pino dell’Ikea.
La mia amica Elena (naturopata, pranoterapista, riflessologa e fiorista di bach) mi consiglia di provare quelli di fattura bio, modello giapponese e mi da’ un paio di indirizzi di empori dove lei, vera fanatica del bio, si è appena rivolta per la sua nuova casa.
Dopo un paio di visite nei suddetti empori (nome ecologico perché negozio fa capitalista di merda) ecco di seguito le mie malvagie osservazioni.
La prima: il biocommesso. Frikkettone/a anni novanta, porta ai piedi vistosi ed enormi sandali modello “spartaco” di sottomarca Birkenstock , pantaloni kachi, maglietta di greenpaece tutta sformata, se è una donna non è mai truccata, ha i capelli con un taglio indenito, è sfatta e sembra molto stanca.
Se è un uomo non è mai pettinato e ha l’aria un perenne boyscout (leggi faccia da babbo).
Ti da’ del tu da subito e non ti molla il depliant per rispetto dell’ambiente (in verità sono tirchi come tigne), se ti squilla il telefonino ha una crisi di nervi e si barrica dietro un pannello ondariflettente.
La seconda: il cliente habitué. Ovviamente è davanti a te, coppia o singolo, ignora la tua presenza e chiacchiera a nastro, fa le domande più astruse e, dopo mezz’ora, se ne va a mani vuote.
E’ abbigliato sullo stile del biocommesso ma un filino più ricercato, se è una lei porta una gonna folk lunga fino ai piedi, gioielli indiani, capelli tinti di rosso melanzana con l’hennè, borsa etnica di stoffa con perline metà staccare e fili che penzolano, se è un lui lo scambi per un biocommesso.
Terza: il mobile bio. L’armadio in questione si rivela abbastanza tristanzuolo, era meglio nelle immagini viste su internet, una cornice di legno e una telina beige sulle ante, ruvida al tatto, la carta di riso in verità non la usano mai perché non dura.
Il prezzo mi lascia secca: 2 ante, per 1,87 di lunghezza e 2.10 di altezza con telina basic 2.800,00 eurini. Vuoi un anta in più? Fanno 3.800,00. Vuoi la telina in un altro colore? Caccia 100 Euro.
Vacillo ma resto calma, facendo la respirazione canina, la biocommessa precisa: usiamo solo legno massello, cere ecologiche di api vergini, vernici all’acqua di sirmione e cotone al 100% raccolto ficco per fiocco con la tecnica originale dei raccoglitori di cotone del Mississipi.
Sono le magiche parole che di solito fanno andare in brodo il biocliente tipico che immediatamente estrae il libretto degli assegni, a me esce solo uno sgrunt ed esco dirigendomi dritta e filata verso il megastore Mobilopoli.
Dice lei:
Io Godivo
Tu Godivi
Egli Godiva
Imperdibile, da provare: se risiedete o siete anche solo di passaggio da Milano andate da Godiva in via Manzoni e provate il gelato al cioccolato...sublime è l'aggettivo più adatto.
Dice lei:
Improvvisa nostalgia di catalogo Postalmarket.
Così d'improvviso, avrei voglia di sfogliarlo. L'arrivo dell'estate era caratterizzato dalla "sfogliatura" del catalogo, ore e ore passate sulle pagine dei costumi da bagno bevendo una Fanta con la cannuccia e discutendo animatamente con mia sorella su cosa ci sarebbe stato bene e cosa no, a settembre gli angoli era tutti consunti e le pagine appiccose.
Alla fine la scelta, l'ordine compilato a mano, l'arrivo del pacco, la scontata delusione nel constatare che il capo scelto in foto e su quella modella era un altra cosa.
Aaah, bei tempi.
Dice lei
Io credo nella legge
..di Murphy
diversamente non saprei spiegare i seguenti avvenimenti :
1) perchè su un treno eurostar di 1° classe, mezzo vuoto gli unici 4 posti a sardina sono accanto a me?Vengo braccata da due manager 60enni del genere "alitellator", che discutono di prima mattina del controllo di gestione dell'azienda pincopallo per 1,50 mn filata sulla To-MI (1,20 è una bufala) , telefonando ogni 20 minuti in ufficio alla povera segretaria e tentando di sodomizzarla telefonicamente con frase del tipo "ha letto la mia email di venerdì alle 23,30?", "Le ho lasciato sulla scrivania un promemoria che ho buttato giù sabato mattina alle 6,30", "Ha chiamato Tizio?" e "E' arrivato Caio?". Per la miseria sono le 7, 45 di lunedì mattina, dalle tregua a quella poveretta!!!
Intanto un altro spregevole omaccio baffuto, seduto nel sedile accanto, al mio ronfa pesantemente con i piedi fuori dalle scarpe impedendomi di uscire per andare a fare pipì e di darmi alla fuga.
2) perchè è me che ferma una colonia di boy scout tedeschi per chiedere indicazioni, mentre sto correndo verso la metropolitana con il biglietto in bocca e la valigia sotto il braccio in un ritardo spaventoso (grazie al suddetto treno)?
Semplici coincidenze?
Dice lei
Ormai è ufficiale, mi sono trasferita a Monza.
Ho abbandonato il lussureggiante quartiere adiacente a viale monza e mi sono installata in un bell’appartamento vista parco a Monza.
Monza non è Milano innanzi tutto. Che sia chiaro. Qui ci sono gli alberi, e l’erba cipollina e tutte le tonalità di verde rintracciabili nel territorio padano. Questa è già una bella differenza. Poi scarseggiano i casermoni popolari tetri e scrostati anni sessanta mentre abbondano palazzi e ville primo novecento e lussuose palazzine anni settanta.
L’aria é più pulita e in generale mi sembrano tutti piuttosto benestanti. In verità questo é un eufemismo visto che dalla rampa della palazzina di fronte a casa ho visto uscire due Ferrari.
I bambini sono tutti belli, biondi ed educati e le mamme sono tutte bionde, con i capelli lunghi e lisci, la pelle un po’ abbronzata e gli orecchini d’oro con la perla e tutti hanno le scarpe di Prada (credo che te le diano insieme al tesserino elettorale quando prendi la residenza).
Tuttavia anche qui ci sono degli inconvenienti, prima tra tutti una certa spocchietta, una certa abitudine a farti la “radiografia” quando sali sul tram o entri in un negozio nuovo (raggi così penetranti che arrivano persino a leggerti il saldo nel conto corrente bancario), secondo uno spirito separatista (quasi leghista direi) che li porta a temere contaminazioni come il babau.
Punto di forza è il rifiuto categorico, ribadito su manifesti del tipo “non passa lo straniero” o “forze politiche esterne alla città stanno cercando di imporci…”, ad essere collegati a Milano con la metropolitana. La paura di diventare un sobborgo di Milano è tale che tutti preferiscono fare viaggi quotidiani con tutti i mezzi di trasporti possibili piuttosto che correre il rischio.
Il "cittadino monzese tipo" ogni mattina prende l’ascensore, scende in garage, prende la bici, pedala fino alla stazione, prende il treno, scende dal treno, prende la metropolitana (fuori dal territorio comunale ovviamente) e magari ancora un autobus.
Direi che mancano solo due vasche in piscina, lo skateboard e i rollerblade per fare il circuito del pentatlon.
Così facendo, per coprire 10 km ci mette non meno di un’ora.
I più eroici, tra i quali i miei vicini di casa (la famiglia pimpumpam, così soprannominata per via della loro leggerezza nel muoversi), si alzano alle 5 e 30 del mattino e escono alle 6 per riuscire a fare quei famosi 10 km in automobile e soprattutto per trovare parcheggio.
Altra punto critico sono i rapporti sociali. Diciamo che a Monza uno ha le stesse possibilità di fare amicizia che durante una traversata in slitta al Polo Sud e questo lo può confermare anche la mia amica Susanamericana che ora che si è trasferita con pargolo a San Diego, attacca discorso anche i pettirossi come San Francesco.
Da quel punto di vista mi sono già messa l’animo in pace, la Ila propone il punto croce, dice che per lei funziona come una droga, ci passava giornate intere, non so che dire, ci devo pensare…
Dice lei
Ho comprato alla Goldenpoint delle solette di plastica con dentro un liquidino rosa, oggi le ho infilate nelle scarpe e ...meraviglia, l'effetto è quello di "andiamo a vindemmiar", sembra di camminare sul un cesto pieno di uva matura, piuttosto piacevole anche se un po' destabilizzante, passo il tempo a bascularmi avanti e indietro per sentire le bollicine scivolare lungo le piante dei piedi...le consiglio.
Dice lei
Visto? quasi diverso eppur uguale, cambiare anche l'indirizzo mi sembrava disorientante..però diario di bordo non è un granché no? Adesso ci penso.
Dice lei
Ci siamo, a Milano ci sono 29 gradi, è la città più calda d'Italia, più di Siracusa, più di Stromboli, più di Ostuni.
Ieri sera i tacchetti affondavano nell'asfalto liquefatto, i vagoni della metropolitana hanno il sapore della deportazione, il caldo abbassa i già esili livelli di sopportazione, il centro è già affollato alle nove di mattina, turisti in ciabatte, scolaresche schiamazzanti, i piedi si sono gonfiati come i panzerotti di Luini e i capelli giacciono afflosciati sulle spalle come alghe, insomma, in un baleno è già l'invivibile Milano d'estate.
Dice lei "Awareness and clarity of mind are so important, because we have produced many of our problems through our confused mental states. Taking responsibility for our lives doesn’t mean that we have to blame ourselves. We need to use our increasing clarity of mind to make positive choices about the present and future, rather that focussing on the past and wallowing in self-blame." La consapevolezza e la chiarezza della mente sono così importanti, perché abbiamo prodotto molti dei nostri problemi attraverso le nostre condizioni mentali confuse. Assumerci la responsabilità delle nostre vite non significa che dobbiamo rimproverarci per qualcosa. Dobbiamo usare la nostra maggior chiarezza mentale per fare le scelte positive circa il presente e futuro, piuttosto che focalizzarci sul passato e rigirarci nell’autocompatimento". Venerabile Tenzin Palmo Questa donna è stata la prima donna europea ad essere diventata una monaca buddista quando era poco più che un'adolescente; un po' di anni fa ho visto per puro caso la sua biografia "la grotta nella neve" su una bancarella dell'usato, era un libro tra tanti ma qualcosa mi spinto a comprarlo, la sua lettura mi ha dato una possibile via da seguire per affrontare i grandi temi dell'esistenza. Ogni tanto lo rileggo e ci trovo sempre qualche lezione utile, come questa.
Dice lei
Per la serie "dolce Remì"
Tratto dal Scientific Journal di Garden City:
Pare che chi si ritrova solo emetta un ormone particolare la "tientilontanina", che pare venga percepita dagli altri esseri umani provocando il famoso "effetto puzzola".
eh, eh...
(tanto per buttarla sul ridere)
Dice lei
La città che non conosce le mezze misure...
Ma dite un po' è già ora di pantaloni di lino e infradito?
Le milanesi qui sono passate dal piumino della scorsa settimana alle canottiere/sandali.
E dov'è la stagione del gabardine/frescolana/twill di cotone/calzachiara?
Dice lei
Cercasi sciroppo fluidificante per stati ansiosi.
Dice lei
Avviso ai naviganti:
Ve lo dico sinceramente: il signor dicelui è partito, non c'è più, nada, ito.
Che faccio cambio il nome del blog? Mi sembra un po complicato.
Mettiamola così, se qualche dicelui vuole intervenire e dire la sua, me lo dica e io gli do' le chiavi di casa.
Dice lei:
Continuazione Dio esiste
Dio esiste, ma ogni tanto si deve assentare per lavoro...
In altre parole non se ne fa niente.
Dice lei:
Sono fuori dal tunnel del divertimento.
Sono fuori dal tunnel del divertimento.
Quando esco di casa e mi annoio sono molto contento.
Quando esco di casa e mi annoio sono molto più contento...
(Caparezza)
Dice lei:
Una notte il suo messaggio è stato ricevuto,
in un istante è stato trasportato
senza dolore su un pianeta sconosciuto.
C'era un po' più viola del normale,
un po' più caldo il sole
ma nell'aria un buon sapore.
Terre da esplorare e dopo la terra il mare,
un pianeta intero con cui giocare
E lentamente la consapevolezza,
mista ad una dolce sicurezza
"l'universo è la mia fortezza".
Extraterrestre portami via. ...
(FINARDI- extraterrestre)
Dice lei
Separande
sabato sera sono andata alla festa di un amica che festeggiava il suo compleanno e ...la sua separazione.
Detto così ha sconcertato un po' anche me.
"Come la separazione?" ho chiesto.
Tuttavia devo ammettere di essermi abituata a queste mattane da novelle separate. Chissà perchè poi queste ragazze se ne devono andare giù di testa in questo modo. Non una, dico una, che si dia alla pratica meditativa, alla ricerca del baricentro interiore, che si abboni a Riza Psicosomatica, tutte fuori.
Primo: rivoluzione del look. Il capello rosso è una strada molto seguita (io stessa ci sono cascata anni fa), ovvero su una ex bionda un mese di euforia e sette mesi di guai (per levarselo), inoltre inzoccolisce e senza trucco sbatte come un pugno nello stomaco.
Secondo: l'abbigliamento. Bruciano sui roghi gli slipponi di cotone slogghi e cottonelle che avevano contrassegnato una rassegnata vita coniugale e fiorisco negli armadi i perizomi, di ogni colore, a qualunque età e con qualunque fisico.
Terzo: i piecing e i tatuaggi. Ombelichi trafitti, nasi inanellati, coccinelle e farfalle nei posti più improbabili, ma è "catartico" dicono loro. Chissà perchè per "catartizzarsi" una debba per forza fare delle cazzate...mah.
Quarto ma primo nelle finalità di cui sopra: gli uomini. Caccia aperta senza scampo, alcune (lo giuro) fanno le tacche sul muro, ovvero ti dicono "ancora due e poi metto la testa a posto", passano con disinvoltura da uno all'altro, lasciando i malcapitati attoniti, in effetti nessuno si aspetta di essere una tacca e basta.
Insomma, amiche mie in questa fase siete tremende, insopportabili, chiamatemi quando sarete ritornate in voi!
Dice lei
Mia sorella dice che in questo periodo ho perso un po' la vena, in effetti mi sento un po' svenata direi (cruento) moralmente oltre che economicamente. Ma anche un po' svanita, non faccio che dimenticarmi cose nelle varie case, ultima della serie: 2 fette di carne nel frigo di Torino, tra una settimana rivivranno di vita propria e gireranno per la casa seminando il terrore. La mattina quando apro gli occhi ci metto qualche secondo a localizzarmi, dove sono? Torino, Milano o Monza? O sto ancora dormendo? Poi l'aria fredda mi ricorda: sono nelle grotte di Frasassi, ovvero a Monza (Susan scusa, è tutto bellissimo, fa solo freddo).
Di più non so.
Dice lei:
Un raggio di sole per me.
Adesso
è uscito.
Dicelei
Delirio
Non so se sia il freddo, lo sconforto, l'ormone pazzo, la vita monzamonacale che sto conducendo ma è da due giorni che mi sorprendo a cantare in ufficio il seguente motivetto di West Side Story:
I feel pretty,
Oh, so pretty,
I feel pretty and witty and bright!
And I pity
Any girl who isn't me tonight.
I feel charming,
Oh, so charming
It's alarming how charming I feel!
And so pretty
That I hardly can believe I'm real.
See the pretty girl in that mirror there:
Who can that attractive girl be?
Such a pretty face,
Such a pretty dress,
Such a pretty smile,
Such a pretty me!
I feel stunning
And entrancing,
Feel like running and dancing for joy,
For I'm loved
By a pretty wonderful boy!
da curare no?
Dice lei
Che dire? Son giornate da topi d'acqua, ormai non c'è nulla che non sia quantomeno umido, in casa ormai ho adottato lo scaldobagno come love pet, me lo porto ovunque con il suo alitino tiepido, il giardinetto e impregnato d'acqua, la bici impraticabile, i vetri appannati, i capelli alghe flosce e l' umore della giornata anche. Ogni viaggio verso Milano è diventato un traghettarsi.
Non resta che attendere.
Dice lei
Uffa, che pioggia, tanto per dare una svolta alla mia vita potrei inzoccolirmi un po', magari cominciando con l'acquisto di un sobrio sandalo come questo....jpg)
Dice lei
Dio c'è
Ma i rompiballe ci sono anche loro però.