Prendersi sul serio, mica facile, questo nostro vivere in recupero, la maturita' slitta sempre piu' in là a rimorchio di un miraggio futuribile. (Sergio Caputo - E' già domani - No smoking)
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Dice lei
Stasera si va a teatro. Stamattina tra le 7,45 e le 8.15 ho realizzato una fantastica pettinatura, una via di mezzo tra Sarah J. Parker e Luigi XIV...
Dice lei
Lento sgocciolare delle ultime ore dell’anno. Un occhio al lavoro e uno alle notizie, sempre più angoscianti. Saluto l’anno trascorso senza sentire alcune emozione, solo un grande senso di stanchezza e molta preoccupazione per quello che si prospetta nel futuro. Prego soltanto di avere sempre la forza d’animo di questi giorni e lucidità per scrutare con chiarezza il mio orizzonte. Mi sento di dover ringraziare alcune persone. Loro lo sanno.
Dice lei
Le cose che restano di questo Natale
Occhi azzurri spalancati e sorpresi, una tavola dorata e lo sventolio di una gonna di raso rosso lacca. Il silenzio della notte del 24 mentre si spengono le luci dell’albero e riemergono i pensieri messi da parte per qualche ora. La panna montata su una torta a strati e la neve del 25 sera che scende sui tetti di Torino leggera e sottile sullo sfondo di un cielo quasi giallo mentre io, finalmente a casa, la guardo appoggiata al davanzale della finestra.
Dice lei
Io sono decisamente una Katie girl.
DICE LEI
AAA Offresi
25 dicembre: causa improvvisa, per me, ma premeditata (da loro) defaillance della mia famiglia (impegnata in visite a propri amici), offresi Madonna per Presepe Vivente.
Massima disponibilità a ricoprire anche altri ruoli, pastorella, pescivendola, venditrice di acqua, no bue o asinello.
Se interessati lasciate un messaggio.
Dice lei
Piccola nota di servizio n. 2
Ecco, è arrivata, peccato per la piccola decurtazione causa conguaglio di ben 490 Euro (equivalenti a volo a/r NY, n. 1 tailleur Max Mara, rata spese condominiali 2005, 2 rate e 1/2 di mutuo, 1 anno di caffè e brioches, 1 paio di scarpe di Prada e con il resto un mazzo di fiori, 1 settimana a giugno alle Canarie, tre giorni a Ortisei in hotel 5 stelle con massaggiatore privato solo per gli alluci, 6 mesi di corso di danza...).
Cicuta, ci vuole una bella bicchierata di cicuta!
Dice lei
Moderatamente isterica cavalco l’onda lunga del Natale prossimo, cercando con malagrazia di districarmi tra acquisti ultimo minuto, fregature e ogni sorta di sfiga, auguri sentiti e altri di facciata, seminando gaffes, incrociando appuntamenti gialli (ringrazio per la pazienza e la disponibilità, sono morta dal ridere leggendo questo), trangugiando cioccolate bollenti mentre il mio treno, in stazione a Milano accumula ore e ore di ritardo a mia insaputa. Alla fine il rimpianto di non essere veramente riuscita a gustarmi questa giornata strappata all’ufficio. La notte gelida del 20 dicembre mi riporterà a casa camminando per le vie vuote con un cielo sopra la testa fermo e freddo come un lastrone di marmo. A casa un piatto di pasta all’olio davanti a un dvd e successivo svenimento fino a questa mattina.
Dice lei
Piccola nota di servizio
Come sarebbe che me la date il venti? E che tredicesima è se arriva a quattro giorni dallo scattare dell’ora X? Ben cinque giorni dopo l’accredito della carta di credito!
Mostri!
Dice lei
Da consumarsi preferibilmente entro il 25-12-04
I rapporti scadono a Natale.
Non so perché ma tutt’intorno a me è un tutto un fragore di vetri rotti e, insieme alla stella di natale, fiorisce anche la cattiveria; sarà il clima di diffuso buonismo che per contraddizione risveglia il bastardo che è in noi, ma si salvi chi può. I rapporti famigliari diventano corrosivi, a cena da me l’aperitivo sarà a base di Maalox. Litigano le mogli con i mariti che le aspettano da ore in macchina in terza fila. Litigano i mariti con i vigili che hanno deciso sotto le feste di superare il budget multe assegnato per il 2004. Litiga il vigile con propri i figli e, non riuscendo a far valere la sua autorità tra quattro mura, tira in ballo Babbo Natale e Gesù Bambino che puniranno i trasgressori ignorando le letterina. Litiga il bambino con il gatto di casa che proprio non ne vuole sapere di fare l’asinello del presepe.
Le coppie scoppiano, i corteggiamenti si infrangono con l’apertura dei pacchetti.
“Ma ti rendi conto? Mi ha regalato un peluche…a me? Non poteva mettermi cinquanta euro in una busta e punto e fine?”.
Più sale l’aspettativa più sale la tensione, fino al botto del 24. Proprio ieri per strada ho incrociato una coppia di fidanzati, reduci da acquisti natalizi, ad un tratto lui ha cominciato a urlare “perché mi chiedi se sono felice adesso?”, e ancora, “cosa vuol dire essere felice? Abbiamo fatto una passeggiata, comprato i regali non ti basta? Cos’è questo essere felici?”…uss, per carità, via!
Taxi!
Dice lei
"Extraterrestre portami via"
Nonostante il mio sforzo per entrare nello spirito delle feste, nonostante il mio bellissimo albero di natale gastronomico, nonostante mi addormenti ascoltando compilation natalizie abbracciata a una renna di peluche, anche quest’anno, a meno dieci giorni dal Natale, il desiderio di fuga si fa sempre più pressante.
Dice lei
Ricapitoliamo:
la riunione è durata più di due ore, contenuto evanescente e inconsistente, sfiorata la semiparesi alla gamba sinistra, colpo di sonno e attacco di cistite. Un minuto prima di uscire con su il cappotto e la sciarpa LUI mette la testa nella mia stanza e mi chiede: "allora, dottoressa, come si trova?", non mi trattengo e faccio presente che, visto che è stato qui per ben due giorni, poteva anche chiedermelo prima (lo so, dovevo stare zitta ma non ce l’ho fatta). Comunque bene, sì i colleghi sono gentili e disponibili, sì sono contenta della città, sì la scrivania è spaziosa ma ecco, ci sarebbe il lavoro in sé, vede queste pratiche...ah sì, capisco deve andare, sì buon Natale anche e a lei. E buon viaggio, sì l’inferno è da quella parte.
Dice lei
Quelli che (continua)
Dicono "il Bel Paese",
Dicono "del vecchio conio"
Dicono "tu come la vedi"?
Dicono "tu come la vivi"?
Dicono "noi pensiamo, noi andiamo, noi siamo",
Dicono "facciamo famiglia"
Dicono.
Dice lei
Quelli che
Quelli che gli dici che un certo film ti è piaciuto, loro vanno a vederlo e ti suonano il campanello alle diecie mezza per dirti che gli ha fatto schifo,
Quelli che a ridosso di una scadenza indicono una riunione aziendale di due ore per dirti che le scadenze sono aziendalmente cruciali,
Quelli che la mattina fai lo sforzo di salutare con un sorriso e che non alzano neanche la testa dal giornale per ricambiare il saluto;
Quelli che gli dici che sei stanca morta e che ti piombano a casa il sabato pomeriggio con due ore di anticipo e se vanno a notte fatta,
Quelli che quando li chiami non è mai il momento giusto e ti buttano giù senza neanche dirti ciao,
Quelli che.
Dice lei
Cantieri di Natale 2
La messa in posa del mio mitico albero ha un'ulteriore complicazione: segare i rametti cannella per farne dei mazzetti di tre e sistemare con arte i batuffoli di neve finta che ho acquistato oggi. Per il presepe meccanico, il babbo natale che si arrampica sul balcone e la renna che fa gli auguri davanti alla porta di casa, mi sto attrezzando.
Dice lei
May I have a marry little Christmas?
è tutto pronto, l'abero più costoso che la storia ricordi (regalo della mamma), la tovaglietta natalizia su cui l'albero costoso appoggerà, bastoncini di cannella, seghetto per tagliare i bastoncini di cannella, i peperoncini rossi, un pacco di bucaneve classic, i nastrini di raso rossi e verdi e le lucine bianche. Mancano alla lista solo i nastrini oro (gli introvabili), una stella per la punta che non faccia tristezza e almeno 16 ore di tempo per assemblare il tutto.
Dice lei
Detesto le farmi fotografare, detesto quella immagine schiacciata sulla carta lucida. Senza profondità, mono dimensionale, non sono io. E’ solo una parte di me, del resto non c’è traccia. Forse è solo l’immagine di quel che resterà, un involucro e basta.
Dice lei
Domenica "bestiale"
Domenica, all’una e mezza, ora tattica per evitare resse e code, mi reco alla mostra sui dinosauri argentini. Una volta entrata scopro con soddisfazione che le sale sono mezze vuote, un ridotto manipolo di mamme, dotate delle migliori intenzioni accompagnano bambini distratti e irrequieti, leggono ad alta voce le didascalie poste sotto i giganteschi reperti e chiacchierano tra di loro mentre i pargoli prendono a calci i muri di cartongesso facendo accorrere i custodi.
Resto a bocca aperta davanti all’immenso Gigantosauros carolinii, d’altra parte è a bocca aperta pure lui.
A mostra conclusa, scopro che il biglietto vale anche per visitare le annesse sale dell’antico Museo di Scienze Naturali e così ci vado. Entro nelle sale ottocentesche e sono da sola. O meglio, sono circondata da un centinaio di bestie imbalsamante, circa duecento occhi di vetro che fissano il vuoto. Indietreggio, poi con una scrollata di spalle decido di farmi avanti - che sarà mai -, mi dico.
Cammino lentamente lungo i salone principale e ad un tratto vengo investita da un fascio di luce azzurra.
Sulla mia destra si apre una seconda galleria, la stupefacente “sala dell’arca”.
All’interno è stata ricreata un’ arca, ricostruita in legno, nel cui centro è posizionato lo scheletro di una balenottera lunga almeno 13 metri.
Tutt’intorno, su lunghi scaffali, fino al soffitto sono posizionati animali imbalsamati di tutte le specie, serpenti compresi. Mi sale l’ansia. Mi impongo di circumnavigare la balena e misuro i mie respiri. Se in quel momento fosse caduta anche solo una briciola di pane di terra sarei morta di spavento.
Guadagno l’uscita, dedico qualche secondo ancora a un gigantesco elefante, soppresso perché impazzito aveva ucciso il suo custode e di fronte a un alce alta quasi due metri (altro che slitta di Babbo Natale).
Chiamale, se vuoi, emozioni.