Dice lei

Prendersi sul serio, mica facile, questo nostro vivere in recupero, la maturita' slitta sempre piu' in là a rimorchio di un miraggio futuribile. (Sergio Caputo - E' già domani - No smoking)

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giovedì, febbraio 24, 2005

Dice lei

Ti chiamo per conferma
”Ci vediamo per cena? Alle sette e mezzo…ma ti chiamo per conferma”, “Cinema? Secondo spettacolo va bene? Ti chiamo tra mezz’ora per conferma”, “Ci vediamo domani sera? Te lo confermo più tardi”.
E io, seppur convenuto e non attore del suddetto invito, attendo, la “conferma”. Poi, asciugandomi i capelli mi ritrovo a chiedermi “perché”? Posto che all’inizio di una relazione si deve compilare il foglietto “avvertenze per l’uso”, posto che si viaggia sulla barca della totale insicurezza, posto che ci si imbarazza ogni volta che ci si rincontra, come se si fosse ancora in prima media, perché l’ansia dell’impegno fisso diventa così paranoica da impedire ad un essere umano in età adulta di essere almeno sicuro che sì, intende andare a mangiare una pizza, sì il film lo vuole vedere, sì intende andare a bere una cosa con quella persona. E non sono solo le relazioni sentimentali ad essere inficiate dal morbo della conferma pazza.
Andiamo, è solo un impegno, ma non di quelli “per sempre”, per carità, è una certezza a breve, con scadenza entro le prossime 24 ore.
E allora perché? E intanto aspetto, continuo ad asciugare e a parlare da sola.

 

Postato da: Momi67 alle 24/02/2005 12:52 | link | commenti (6) |

martedì, febbraio 22, 2005

Dice lei

Sono passati sei mesi e sono contenta. Contenta di svegliarmi a casa mia nel mio letto, di poter guardare la città che si sveglia, il sole che luccica sui fregi dorati delle cupole delle chiese, le masse di fumo che si sollevano dai camini del convitto di fronte. Ho tempo per far ritardo la mattina, senza correre, guardando gli occhi scuri che spuntano sotto il berretto verde di un uomo di colore alla fermata del bus. Aver tempo di vederci dietro qualcosa. Il breve percorso del bus si snoda attraverso le vie strette del centro che cominciano ad  essere famigliari, non corro più, cammino, respiro. E’ qualcosa di prezioso, conquistato a fatica, solo per me.

Postato da: Momi67 alle 22/02/2005 10:33 | link | commenti (3) |

lunedì, febbraio 14, 2005

 Dice lei
Quando San Valentino inizia con la visita dell’idraulico alle otto e mezza del mattino armato di pompa ad aria compressa per liberare i tubi intasati del mio bagno già si capiscono molte cose.

Tuona nel mio ingresso - Signo’ il sanitra è turato” (Signora, il Sanitrit è otturato), mo’ vediamo che fa’, po’ esse che la colonna è tasata (intraducibile)-.

C’ è chi riceve una rosa e chi un conto da cinquanta euro.

Però ora lo scarico funziona, dopo 24 ore passate a fare pipì nel vasino mi sento una principessa.

Un we di regressioni alla prima infanzia.

E non ditemi che è una giornata come le altre perché non è vero.

Postato da: Momi67 alle 14/02/2005 12:15 | link | commenti (9) |

venerdì, febbraio 11, 2005

Dice lei

Meno due al 14/02/04.

Cara V. stai tranquilla, ho predisposto tutto. Un ponte umanitario composto da uno staff  di quattro persone  risponderà a rotazione al telefono dalle 01 del giorno 14/02/04 alle 24 del giorno stesso.  Si tratta di persone di comprovata esperienza nel campo “cuori infranti/attacchi d’ansia/crisi motivazionali dei trent’anni”, la creme de la creme del settore . Ho provato a contattare anche la dott.ssa  Gianna Schelotto che si scusa ma per impegni precedenti non potrà essere presente. Ti ho procurato un ciondolo “salvalavita beghelli” che potrai azionare in caso di temporaneo e imprevedibile blackout delle linee telefoniche, il segnale rimbalzerà tramite satellite sul cercapersone dell’incaricato di turno che tramite radioricetrasmittente  (che ti verrà fornita domani) ti chiamerà entro 4 minuti dal segnale. Ti arriverà nel kit di sopravvivenza anche una fornitura di panini dolci e di mortadella, un canestro di mandarini/clementine, un cd inedito di Laura Pausini intervallato da brevi letture di incoraggiamento di Marco Masini, un set di fazzoletti di carta ad alta resistenza e il favoloso man pillow (vedi link). Beh, spero che sia sufficiente a transitare al 15/02/04  senza traumi. Bacioni.

 

 

Postato da: Momi67 alle 11/02/2005 11:55 | link | commenti (2) |

giovedì, febbraio 10, 2005

Dice lei

Non ci capisco più nulla, o forse non ho mai capito. Separazioni clamorose prevedibili e non, riconciliazioni e seconde nozze. Adesso anche Charles and Camilla. Ovvero la consacrazione di qualcosa che è nato molti, molti anni fa (oh Diana, noi sappiamo).
Mah, era poi il caso? Di sposarsi dico. Certo che è il periodo dei ritorni e io mi sento un po’ tagliata fuori. Mi spiego. Quando sento “Solo tu nell’universo” ho il vuoto mentale. Sento la vecchia musica di “Intervallo” della Rai, con immagini di placide pecorelle brucanti.
Tu chi? Chi può essere il mio Tu? Pur scavando a fondo nel mio passato non ce n’è uno solo che rimpiango, neanche un pochino. Al massimo penso al mio papà, ma anche lì ho delle riserve. Insomma niente strazzacore. E’ un bene? Sono prossima all’ammissione ai cuori vergini di Gesù?

 

Postato da: Momi67 alle 10/02/2005 16:51 | link | commenti (1) |

Dice lei

A woman's right to shoes
"The fact is, sometimes it's hard to walk in a single woman's shoes. That's why we need really special ones now and then, to make the walk a little more fun."
Il diritto di una donna alle scarpe
 “Il fatto è che qualche volta è difficile camminare nelle scarpe di una donna sola. Ecco perché ce ne servono sempre di davvero speciali, per rendere il cammino po’ più divertente.”
(- Carrie - S&C)

 

Postato da: Momi67 alle 10/02/2005 11:48 | link | commenti |

mercoledì, febbraio 02, 2005

Dice lei
Il gennaio di Gaia si è portato via una persona molto cara, a me alla mia famiglia. Una di quelle persone senza le quali la vita non sarà più la stessa e certe cose non avranno più senso. O forse ne avranno uno nuovo che dobbiamo inventarci dal nulla.
Ti penserò quando scoppiano i temporali in un pomeriggio d’estate, passando davanti al  laghetto artificiale di Italia 61, leccando un cono gelato e quando sarà Natale mentre impasterò i biscotti. Ricorderò la tua risata, il tuo gusto estremo della battuta che è anche un po’ mio, con quella punta di cattiveria che ci contraddistingue tutte, le tue lunghe gambe avvolte in calze chiare, il modo perfetto con cui indossavi le gonne a tubino, quel tuo muovere le mani in modo frenetico e quel tuo intercalare con  dei “perciò”.
Non capisco queste giornate di sole così brusche dopo il freddo dei giorni scorsi, non le accetto fino in fondo. Cerco la ragione profonda di tutto questo nascere e morire.

Postato da: Momi67 alle 02/02/2005 10:02 | link | commenti (6) |