Dice lei
I giorni delle locuste
La città ne è piena, sbandate, disorientate volano orizzontalmente rivelando un’anima rossa arancio, per poi sbattere contro muri e vetrine e cadere a terra. Impossibile per me comprendere la loro vera direzione il senso del loro esistere nelle vie del centro. Sono avvolta da una nube umida e calda, l’ufficio è una palude, appena più fresca dell’esterno. Il sudore mi scivola lungo la schiena, giù per le gambe. Un vago senso di nausea e di disfacimento. Vorrei una buona notizia, una di quelle che ti sorprendono e ti lasciano di buon umore per ore. Invece, tutti i ponti fragili messi sul nel passato stanno cedendo, come i miei denti, si sbriciolano senza causa evidente. Decido per un gelato sperando almeno in un piacevole brivido.
Dice lei
Etrangères
Strappiamo a Parigi tre giornate di sole pieno, decisamente inusuale per questa città così nordica. Ci spacchiamo le gambe nei lunghi corridoi del musei e ci riempiamo gli occhi di tutto il bello che possono contenere. Ci portiamo via un’idea di come vivere il calare del sole in riva ad un fiume, tra sconosciuti, sdraiati su coperte rubate agli alberghi, mangiando cibo acquistato per strada e bevendo a canna birra cinese. Versione inedita di Colazione sull’erba. Progettiamo feste che probabilmente non faremo. Ma l’acqua scorre e sembra portarsi via i dubbi, le ansia e i toni di grigio di ogni angolo remoto del mio pensiero. Tutto sembra semplice e ovvio mentre le Senna prende colori che il Po non vedrà mai. Prima giallo, poi rosa aranciato infine, il blu prevale sul fucsia.
Dice lei
I©To
Per quelle giornate così limpide da creare un riverbero bianco accecante, per la corona di montagne che mi abbraccia il mattino spalancando le imposte, per il tuo non correre ma arrivare comunque alla meta, per il tuo non essere boriosa e appariscente, per la gente che ci lavora, gente a una certa ora esce e se ne va a casa a cenare, per la scarsità di scooter cavalcati da manager rampanti, per lo sfrecciare di biciclette spesso con bambini seduti nel seggiolino posteriore, per la tua autentica mescolanza di razze e di lingue diverse nel cuore della città, per le serate in piazza Emanuele Filiberto dove si può bere qualcosa sentendo sopra di se il vento muovere le foglie e respirare un’aria di vacanza anche di martedì, per quel certo provincialismo che neanche l’era della new economy ha saputo cancellare, per la luna che spunta dietro il Monte dei Cappuccini …..
Dice lei
Ripresa, sgridata, come una bambina cattiva. Contrariata guardo il mio pranzo nel sacchetto e poi quel naso che in questo momento vorrei infilare nel ripieno sedano e pollo della mia piadina.
Postato da: Momi67 alle 07/07/2005 15:03 |
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Dice lei
Della serie "FACCE TOSTE".
Buuuu, vergogna!
Postato da: Momi67 alle 06/07/2005 15:11 |
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Dice lei
Viene sera, le parole scivolano via veloci tra avocados in insalata e porzioni di burrata di cui ci serviamo generosamente. Lei è come uno di quei ramoscelli che crescono lunghi i fiumi, stecchi e resistenti a qualsiasi piena. La cucina è sempre più scura, ma scegliamo la penombra, le risate si fanno più smorzate. Mi viene in mente un pomeriggio, quando seduta sulla moquette della mansarda di casa sua, i quaderni di matematica spalancati sul tavolo, mi venne una stretta allo stomaco e le chiesi se secondo lei saremmo state per sempre amiche, come in quel momento. Lei, guardandomi sorpresa mi lasciò senza fiato dicendo - non saprei, può darsi, ma le cose cambiano-.
Lei già lo sapeva a sedici anni, io l’ho capito con solo vent’anni anni di ritardo.
Dice lei
Cronaca di un cazzeggio
Neanche a metà del parere che devo scrivere. Bzzz. Ci vuole un caffè. Bzzzz. Preso. Scrivo una frase. Cancello, ricomincio. Fa caldino però adesso. Bzzz. Passa una moto. Che angoscia ho un sacco di cosa fa fare. Bzzz. Ma cos’è che sta dicendo la Dirimpettaia al telefono? Bzzz! Concentrati, cretina! Bzzzz. Chissà se mi ha scritto qualcuno, no, ti pareva, oggi non è giornata. Bzzz. Altra frase completa, brava. Bzzz, ma allora quelle scarpe le prendo o no? Bzzzz. Butta giù la lista delle cose da fare per il viaggio, giusto cinque minuti, mi ci vuole una pausa. Bzzz. Oddio sono le cinque devo proprio scappare. Mio dio, con tutte le cose che ho da fare le giornate non bastano mai!
Dice lei
Stupita
Da una domenica di cielo accecante e sgombro, un vento leggero ma costante, a tratti il tintinnio dello scacciafantasmi, sola, galleggio, sospesa sul mio terrazzino di pietra che sembra stare attaccato alla casa come una piccola mensola su un muro. Precaria e stabile allo stesso tempo. Tra le mani un libro che sa di mare, di viaggi in piroscafo, di infanzia e il tempo scorre veloce, ma senza rimpianti. La pelle scotta e immersa nei mie pensieri quasi non sento il frastuono proveniente dal tetto di fronte dove tra sudori e bestemmie, si lavora anche in un giorno festivo.
Stupita
Da mattine in cui, infedele a percorsi e abitudini, cambio itinerari e soste. Non sopporto le strade conosciute e le aspettative, non voglio che nessuno sappia come mi piace il caffè la mattina e possa leggermi sul viso lo stato d’animo della giornata. Ogni mattina voglio una sorpresa, un brivido, anche un lieve arricciarsi della pelle, come quando stamattina attraversando piazza Carignano, uscendo dal caffè libreria, dove servono un caffè nero e schiumoso in tazzine di vetro tra l’odore della carta stampata, nel cielo è passato un piccolo stormo di rondini e le pietre luccicavano ancora bagnate dal breve temporale di ieri sera.
Dice lei in pillole
Quando gli adulti fanno "Oh!", si solito segue una parolaccia.
Postato da: Momi67 alle 01/07/2005 09:32 |
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Dice lei in pillole
E' confermato.
Le ciliegie marca "Ferrovia" del Dì per Dì hanno un retrogusto di rotaia.
Postato da: Momi67 alle 01/07/2005 09:29 |
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