Prendersi sul serio, mica facile, questo nostro vivere in recupero, la maturita' slitta sempre piu' in là a rimorchio di un miraggio futuribile. (Sergio Caputo - E' già domani - No smoking)
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Dice lei
Una buona domanda per la sezione "lettera alle nostre esperte" su Glamour, Grazia, Anna, Vanity F. e avanti:
" A quale età si deve smettere di indossare il giubbotto di jeans?"
Non dormirò nell'attesa della risposta.
Dice lei
In questo autunno se può proprio più:
della parola”nomination”
del voulant sui maglioni
delle gonne con l’orlo storto/a punta
della vita bassa e dell’involontario voyerismo delle mutande altrui
della parola “manovra”
dei telefoni cellulari in modo omnicomprensivo (modelli/spot/offerte)
della parola “movida ”
delle notti bianche
della sig.ra K.Moss
di tutta la letturatura post "Il diario di Bridget Jones"
Dice lei
La metà della settimana mi aveva già steso come una sfoglia, sottile, qualche millimetro appena.
Nelle brevi serate sono passata dalla veglia al sonno quasi inconsapevolmente, sicuramente involontariamente. E mentre l’unico evento degno di nota sono le giornate che si accorciano e diventano opache di una nebbiolina graziosa e tiepida, divento inquieta pensando ai luoghi di questo mondo dove la vita pulsa, la storia si crea.
Dice lei
La pioggia lava via le ultime ombre d’estate, si diffonde nell’aria di settembre un desiderio di mele e cannella, di maglina leggera sulle gambe nude,di serate passate in casa con la finestra aperta e una coperta leggera a portata di mano, la lista delle cose da fare si accatasta dolcemente, la vita è ancora lieve.
Dice lei
La pelle brunita delle vacanze scolorisce presto, i piccoli souvenir appoggiati sul tavolo della cucina mi provocano una piccola fitta di rimpianto, soprattutto perché ad uno ad uno vengono consegnati ai loro destinatari, che un po’perplessi li ricevono. Perché, una piccola campana buddista fuori dalla Thailandia appare un po’ spaesata e così altri piccoli oggetti che fanno fatica ad adattarsi alle nostre case di taglio decisamente più “scandinavo”.
Il piccolo Buddha ha trovato il suo posto sulla scrivania, nascosto da una cascata di fiori di stoffa, ha fatto un bel po’ di strada dalla bottega vicino alla Jim Thompson House.
Mi guardo intorno e vedo che in solo venti giorni la città è un po’ cambiata, alcuni cantieri sono finiti e lì, guardando i massicci edifici, altra fitta di rammarico. Perché a Bangkok le nuove costruzioni, svettano leggere come piroette mentre le nostre, tutte quadrate, tutte grigie appesantiscono il territorio come grossi e pesanti cubi? Moderno non è forzatamente quadrato.
Perché ci manca la voglia e il coraggio di staccare le nostre pesanti e barocche radici e protendere le nostre braccia verso l’alto.