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Prendersi sul serio, mica facile, questo nostro vivere in recupero, la maturita' slitta sempre piu' in là a rimorchio di un miraggio futuribile. (Sergio Caputo - E' già domani - No smoking)

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lunedì, ottobre 30, 2006

Dice lei

Esco all’alba, quando Superga sembra sospesa tra sbuffi celesti di nuvole e sfondi di zucchero filato. Così bella. La sera una nebbiolina vaporosa e tiepida mi avvolge, ormai stanca con la testa bollente. Ed lì, in quel preciso momento che loro mi mancano. Le ricordo tutte, una in fila all’altra, lontanissime. Le vedo nelle loro case, alle prese con cene da preparare, bucati da stendere, lacrime da asciugare e pannolini da cambiare. Non so se sono felici o meno, sono domande a cui non è semplice dare una risposta. E forse non è corretto neanche porle domande del genere. Forse perché esistono più risposte e forse diametralmente opposte, eppure sensate. Ripenso alle nostre conversazioni, alle lunghissime telefonate, confessioni, partecipazioni a gran parte delle nostre vite. Siamo insieme nelle nostre foto di laurea, in quelle di molte feste, ci sono in quelle del vostro matrimonio e non nel gruppo degli amici ma in quelle “con la sposa” dove sorridiamo e voi siete bellissime. E poi. E poi, le cose cambiano. Per loro, per me. Ma mi mancate. Le mie amiche. E non vi comprendo più come vorrei perché non riesco a capire il senso di tutto ciò che è stato prima. Non sarebbe stato più facile dirlo subito? Voglio essere una madre, una moglie. Perché è così difficile da dire, quand’è che ci hanno insegnato che pronunciare queste frasi in modo franco e diretto voleva dire essere delle perdenti? Costringendoci a fare inutili e spesso amare esperienze, a recitare, per poi riuscire a far scivolare tra le righe di una storia qualcosa di così importante come lo scopo di una vita. E poi mi chiedo perché questi momenti della vita devono essere così staccati, due binari tronchi. Non vi riconosco. Io so tutto di voi e voi di me, ma i vostri figli non sanno neanche chi sono.

Postato da: Momi67 alle 30/10/2006 19:56 | link | commenti |

martedì, ottobre 24, 2006

Dice lei

Due anni fa scrivevo questo, dedicato ad un grande amore dei miei tredici anni.
Hanno risposto in tanti, ognuno per raccontare la stessa passione, lo stesso trasporto per uno sport troppo spesso dimenticato qui in Italia. E poi è arrivata lei: una piccola ginnasta italiana di 15 anni, con una grandissima medaglia d’oro (e non solo) a far volare in alto tutte noi.
Anche quelle bambine che provano la rovesciata sul tappeto di caso con la mamma che urla perché hanno rotto, nella discesa,  le foglie delle piante del salotto.
Bravissima e grazie.

 

Postato da: Momi67 alle 24/10/2006 12:38 | link | commenti (6) |

giovedì, ottobre 19, 2006

Dice lei

Requiem per un divano
Una serata di pioggia che traccia come un gesso per terra la netta linea di divisione tra questo tiepido autunno e l’inizio dell’inverno, freddo e umido.
E così come ci si libera spesso di abiti smessi, libri, lavori infelici e fidanzati, questa sera è toccato al piccolo divano blu.
Uno dei miei primi acquisti per la mia casa, ovviamente IKEA, per l’onestissima cifra di 300 mila lire ha offerto a me, alle mie amiche e a qualche uomo momenti belli, chiacchere fino al sonno, letture appassionate, visioni di ogni tipo di film e dato appoggio a qualche sconsolata serata.
Ma stasera, nel sacro furore del prossimo arrivo del suo sostituto, l’ho dato via.
Gli ho trovato un’altra casa però, dove vivrà una nuova vita.
Non posso che fare gli auguri ad entrambi a questo punto, e ringraziare per il magnifico lavoro svolto.

Postato da: Momi67 alle 19/10/2006 22:03 | link | commenti (2) |

mercoledì, ottobre 18, 2006

Dice lei

La magnifica ossessione comincia presto
 
Protagoniste:
Chiara 4 anni a novembre
Myriam la mamma

Primo round 
Chiara: mamma dov’è pincile (leggi: il principe azzurro)?
Myriam: Eh, Chiara lo sapessi!
Chiara: mamma e 'ov’è cavallo banco?
Myriam: sta’ tranquilla Chiara, appena mamma lo trova non se lo lascia scappare.
 
Secondo round
Chiara: mamma, conosci pincile?
Myriam: no, Chiara, io ho incontrato solo tuo padre.

Postato da: Momi67 alle 18/10/2006 15:38 | link | commenti (1) |

venerdì, ottobre 06, 2006

Dice lei

Quadrilatero: l’ora migliore
Tra le sei mezza e le sette e mezza. Le otto meno un quarto è già tardi.
Quando non è ancora sera, in questo periodo, ma la luce si smorza, le ombre sono lunghissime come collant stesi ad asciugare al sole e le stradine si riempiono di tavolini perfettamente apparecchiati, tavole imbandite di ogni sorta di stuzzichino. Tutto è semplicemente ordinato e invitante. Prima che la musica cambi, prima che questo piccolo quadrato di strade si riempia all’inverosimile di voci, motori, rumori.
Pochi sono seduti a quell’ora ma quei pochi raccontano una storia. Il professore universitario con un’incredibile bionda tutta gambe e un cappello Borsalino. Ragazzi calvi con piccoli occhiali da vista, intenti a scrivere chissà cosa sui tavolini ingombri di fogli come scrivanie d’ufficio, ragazze rasate, forate, colorate in nero che aspettano qualcuno ad un angolo con la bicicletta a mano. Le signore siciliane, calabresi, pugliesi, le regine di questo posto siedono invece sulle panchine sotto gli alberi, ogni tanto una si avvicina a un tavolo per rubacchiare una bruschetta e torna dalle amiche che nel frattempo ridono forte.
Passo accanto a loro con le mie borse e il passo pesante. Raramente cedo al desiderio di sedermi e bere qualcosa perché il desiderio di arrivare a casa è più forte.
Eppure è un piccolo quotidiano rimpianto.

Postato da: Momi67 alle 06/10/2006 20:38 | link | commenti (3) |