Dice lei

Prendersi sul serio, mica facile, questo nostro vivere in recupero, la maturita' slitta sempre piu' in là a rimorchio di un miraggio futuribile. (Sergio Caputo - E' già domani - No smoking)

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venerdì, febbraio 23, 2007

Dice lei
Il laboratorio analisi era affollato, ovunque regnava confusione, all’entrata un uomo sulla sessantina e un ragazzo molto giovane appoggiavano pareti in cartongesso contro delle belle colonne nell’evidente tentativo di fare di un entrata nobile un anonima sala di accettazione, una scala traballante intralciava l’ingresso, la macchina messa ad erogare numeri era bloccata al 34, la piccola folla commentava con frasi esclamative e di sdegno.
Mi accodai confusa, fuori da me e dentro alla mia testa si agitavano confusione e disordine.
Cercavo di darmi un tono, spostando il peso da un piede all’altro e agitando un po’ i capelli. Tutto si è svolto in modo rallentato, e irrazionale.
Dentro, fuori stesse dinamiche.
Dopo un’ora tutto quest’inutile attendere era terminato e raggiungevo la fermata del tram.
Attraversato  il corso i miei occhi hanno messo a fuoco un angolo conosciuto di città, prima un bar, poi una fila di vetrine, poi per gradi nella mia testa è comparso il legame di tutto. Mi trovavo davanti al portone del mio posto di lavoro, novembre 1997, un edificio del sessanta nel quartiere crocetta. L’avevo completamente dimenticato quel luogo. Ho scrutato il primo piano del palazzo e cercato con gli occhi la finestra dietro la quale lavoravo. Poi tutto è diventato famigliare, ma passato, trascorso, andato. Arrivava il tram, mi sono girata e sono salita.

Postato da: Momi67 alle 23/02/2007 15:56 | link | commenti (1) |

giovedì, febbraio 22, 2007

Dice lei
Quattro anni...grande classe.

 

Postato da: Momi67 alle 22/02/2007 16:23 | link | commenti |

martedì, febbraio 20, 2007

Dice lei

DSC_0051
Born in the U.S.A.
Ecco di seguito il racconto di Pol, una mamma italiana in America:
" (...) 
Viola è  nata in modo un po' strambo, ma non mi aspettavo nulla di
diverso... da noi... da me.
In breve: iniziano le contrazioni regolari, mollo filippo, vestito da
superman, da un'amica e con dario ci precipitiamo in ospedale, non
proprio dietro l'angolo.

A dario viene attacco di fame durante in tragitto (non chimica), mi
 prega di fare deviazione e fermarci un attimino in qualche
 supermercato perche' vuole cioccolata, succo, patatine... come se
dovesse andare a fare una gita in montagna.
 Anyway... continuo a contare le contrazioni nel parcheggio del super,
 poi finalmente si va in ospedale.

Non appena varco la soglia, iniziano a darmi ogni genere di conforto,
intendo dire di droghe, via orale, endovena e spinale. raggiungo
immediatamente la pace dei sensi, sono completamete drogata e questi
inziano a dirmi "push, push, push". lo faccio un po' di volte (non
 piu' di 5 o 6), fino a quando dico ' I'm ready, i'm pushing". a quel
 punto dario mi interrompe, dicendomi che Viola era gia' nata e che la
 stavano gia' lavando e vestendo.
Dopo neanche 30 ore mi sbattono fuori dall'ospedale con tanto di
manuale "come allattare e fare il bagnetto" e buonanotte.

Insomma, davvero un'esperienza partorire in America.
Viva la Viola, viva la sua mamma
!"

Viola ...Viola...voitlà.

Postato da: Momi67 alle 20/02/2007 10:07 | link | commenti (4) |

lunedì, febbraio 19, 2007

Dice lei


tortaScopiazzature
E' un sito talmente bello da convincer
mi a cucinare anche io qualcosa stasera.

 

Postato da: Momi67 alle 19/02/2007 21:49 | link | commenti |

Dice lei

tramontoZucchero nel caffé
Un pizzico di autolesionismo mi ha fatto acquistare sabato questo zucchero scuro che sto versando nel mio decaffeinato. Marrone, quasi denso si muove leggermente quasi fosse costituito da microrganismi. Ma tant’è mi ricorda Bangkok, l’estate calda e umida, i dolcetti alle mandorle e un lungo viaggio fatto con te.  “Ti ho portato fino al confine visto?” mi hai detto. E poi io ci ho portato te, altra frontiera, verso un’altra destinazione, con un dazio molto pesante.

 

Postato da: Momi67 alle 19/02/2007 20:57 | link | commenti |

domenica, febbraio 18, 2007

Dice lei

Domenica pomeriggio.
Fa freddo, più dei giorni precedenti ed io sono uscita con le scarpe aperte e un cappotto leggero, non mi resta che rabbrividire ad ogni incrocio di strade.
Cammino verso la stazione con passo svelto, anche se come sempre sono molto in anticipo.
Nei pressi di Piazza Statuto mi fermo in un bar per un panino, all’intermo una cameriera dall’aria triste e un paio di tavoli occupati da piccoli gruppi di giovani donne, qualche bambino, un paio di uomini.
Ordino, individuo un tavolino e apro il mio libro. Giorni giapponesi.
Ogni tanto sollevo lo sguardo per controllare l’ora e ne approfitto per sbirciare quello che accade intorno.
Nulla di che in realtà, le giovani donne giocano con una bimbetta di poco più di un anno passandosela di braccia in braccia come una bambola smarrita. Una di loro ridendo chiede alle altre “Come mi vedete come mamma?”. Bella domanda penso io.
Intanto dietro di me due donne e un uomo parlano a voce alte di discoteche e serate di provincia, anche lì c’è un bambino piccolo che viene tenuto tranquillo passandoselo da uno all’altro.
Sento un senso di rifiuto e rabbia stringermi lo stomaco e vorrei essere altrove, molto lontano d a tutto questo medio basso ritmo di vita.
Vorrei amare il mio prossimo ed essere benevola, ma non ci riesco e me ne vado.
Verso la stazione il panorama non muta, vado a Ivrea da Ipede, una cara amica che è riuscita veramente a svoltare, a girare pagina e a prendersi la vita che sognava.
So che là ci sarà il grande Carnevale e spero di riuscirlo ad evitare in ogni modo possibile.
Il pomeriggio riserverà un the con dolcezze del posto e una grande amarezza in fondo al cuore.
Il ritorno è buio pesto, il treno scorre nel vuoto e nel silenzio, mi danno anche una multa perché non ho timbrato il biglietto.
 
 

Postato da: Momi67 alle 18/02/2007 23:54 | link | commenti |

martedì, febbraio 13, 2007

Dice lei
Memorie di una giornata delirante
Aver collezionato 20 fototessere diverse per rinnovare carta di identità e passaporto...non mi piacevo mai in nessuno scatto.
Aver misurato con attenzione tutti i tacchi delle mie scarpe: media 8 cm, sono abbastanza orgogliosa di me.
Aver pranzato da sola al cinese, sfogliano un quotidiano,  scegliendo à la carte ben quattro portate, vado in palestra anche per questo.
Aver collezionato almeno due complimenti da uomini sconosciuti o quasi, uno dei quali, magnifico, "sei dimagrita"?
Forse no, ma grazie! Dio ti benedica!

Postato da: Momi67 alle 13/02/2007 20:58 | link | commenti |