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Prendersi sul serio, mica facile, questo nostro vivere in recupero, la maturita' slitta sempre piu' in là a rimorchio di un miraggio futuribile. (Sergio Caputo - E' già domani - No smoking)

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martedì, agosto 14, 2007

Dice lei

Ferragosto
La partenza brilla in alto come la stella della sera e ci indica la direzione, un po’ sfocata ma luminosa quanto basta per andare.
In questi ultimo giorni mi sposto tra corridoi di serrande chiuse, di vetrine buie, nella città silenziosa e pericolosa. Scoppi di rabbia e di ira punteggiano il vuoto come lampi improvvisi nella notte estiva.
Il senso di solitudine è quasi palpabile.
Anziani camminano ostinati verso chissà quale meta, trascinando carrelli, accompagnati da sorridenti ragazze latine o soli, senza sorriso. Affollano gli studi medici, presidiano i giardini nel pomeriggi, silenziosi guardiani del vuoto.  Il centro della città è l’unico battito ancora udibile e mi ci tuffo a passo svelto. Nella mancanza assoluta di un senso, di una ragione.

 

Postato da: Momi67 alle 14/08/2007 09:49 | link | commenti (1) |

giovedì, agosto 09, 2007

Dice lei

Leggo che Gaia ha avuto la mia stessa percezione, l’estate è terminata. Ieri mattina uscendo da portone mi sono voltata verso la piazza, verso il fiume, una nebbiolina saliva da sotto la collina, evanescente e azzurra. Settembre, ho pensato. Ma la città è serrata e stracolma insieme, inducendomi a pensare che in vacanza ci vadano soprattutto i proprietari dei negozi. L’inutile estate è praticamente finita. Se non fosse per quei ritagli rubati e per quelle pagode dorate che raggiungerò ad est tra breve non avrebbe alcun significato. Se non quello di un’assenza che dura circa tre mesi.

Postato da: Momi67 alle 09/08/2007 11:58 | link | commenti (1) |

mercoledì, agosto 01, 2007

Dice lei

Di questa estate ho rubato dei ritagli di bellezza, li ho cercati, li ho voluti e alla fine me ne sono appropriata con piano meditato e, dove necessario, con  un’azione fulminea. Un paio di giorni nella Liguria che desideravo, ospite di un’amica, nella casa rubata ai suoi genitori per quel fine settimana, passato per lo più sul suo terrazzo assolato, a respirare gli ulivi, gli eucalipti, nello sfrigolio di grilli e cicale che ha accompagnato i lunghi riposi pomeridiani, sentendomi in una poesia di Montale. Anzi cercando di rubare anche quella.
Ho rubato, dove ho potuto, tempo al lavoro cercando ritagli di pace tra le pareti bianche della casa. Registro anche tentativi di furto riusciti solo in parte, cercando di ricreare unioni e amicizie che il tempo e le vicenda della vita hanno sbiadito, ne sono uscite serate mozzate, della consistenza di un semifreddo, ma che hanno comunque arricchito questo mese.
 

Postato da: Momi67 alle 01/08/2007 10:40 | link | commenti (2) |