Prendersi sul serio, mica facile, questo nostro vivere in recupero, la maturita' slitta sempre piu' in là a rimorchio di un miraggio futuribile. (Sergio Caputo - E' già domani - No smoking)
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Dice lei

Dice lei
Stanotte sono iniziate le pioggie autunnali, dalla finestra socchiusa, per la prima volta, dopo mesi in cui l'ho spalancata anche di notte, si ascoltano gli scrosci d'acqua intermittenti su piazza castello. I momenti di maggiore intensità si accompagnano a urla di ragazzi, probabilmente sorpresi a metà dell'attraversamento dello spiazzo antistante a Palazzo Madama.
E' una strana serata, costellata di bene di male come ho già scritto, ancora una volta ogni mia disattenzione dal filo su cui cammino ha pagato il suo dazio.
Sono amareggiata da questa conferma ma nel contempo rassegnata a questo momento in cui evidentemente mi si sprona a stare sveglia e attenta, a lottare contro la sferica inerzia delle giornate che appiattisce tutto e azzera anche la memoria.
So di accompagnare a questa mia fase un intollerabile zelo e una maniaca attenzione verso me stessa e verso ciò che di me stessa vedo negli altri, la bacchetta pesta le dita anche di chi mi sta vicino e si trova a fare i conti con il mio continuo fare e rifare la lista di ciò, bisticcio, che deve essere fatto. Sorveglio il prossimo timorosa che il caos degli altri possa invadermi e rendere sempre più difficile il percorso sulla mia corda.
E' incredibile come il tempo abbia dimensioni così personali e diverse tra gli individui.
Passerà, mi dico. Smetterà anche di piovere.
Dice lei
tra le nebulose del raffreddore emergono le foto di cose viste e ci si sorprende da soli a rivederle...

Angkor 2007

Huè 2007
Dice lei
Si rientra in coincidenza con l’inizio delle scuole. E già questo da’ una bella sensazione, di libri nuovi, di pagine bianche, di punto e a capo.
E’ bello godersi questi primi momenti, dureranno un attimo ma tutto sembra una novità, un regalo.
Rientrare nel tuo Paese, saltare baldanzosa la fila lunghissima del controllo passaporti e passare a quella deserta dei “Residenti paesi UE”, fare sobbalzare il poliziotto con un “Buongiorno” quasi urlato. E sentirsi felice per quell’UE.
L’acqua che scorre dal rubinetto, fresca e potabile, la doccia calda di casa, i pavimenti di legno che sanno di cera, i regali lasciati da chi è passato di lì durante l’assenza, e l’aria azzurra e fresca.
La tua lingua, parlata da tutti, capirsi senza dover tradurre, poter dire grazie e prego, la coperta di lana buttata sul letto, conoscere la strada senza dover guardare la cartina, le prime foglie gialle sulla pianta di gelsomino che segnano quella meravigliosa cosa che sono le stagioni
I progetti, le cose da fare, i primi propositi, le fotografie da rivedere con gli altri, persino la tastiera del computer con tutti gli accenti e i segni al posto giusto è una sorpresa.
Tra breve, brevissimo tutto questo sarà scontata routine. Un vero peccato