Dice lei

Prendersi sul serio, mica facile, questo nostro vivere in recupero, la maturita' slitta sempre piu' in là a rimorchio di un miraggio futuribile. (Sergio Caputo - E' già domani - No smoking)

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mercoledì, novembre 14, 2007

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Dice lei
India a Torino.
La città ha regalato alla festa indiana del Diwali un tramonto da sogno. Il cielo azzurro virava al rosa e gli alberi si proiettavano con ombre scure scure nell'acqua del Po, alle nostre spalle le luci azzurre del monte dei cappuccini facevano da sfondo.
Non era certo il Gange ma un pezzo di autentica India per un attimo è passato tra di noi, dando un significato vero per una volta alla parola "città multietnica".

Postato da: Momi67 alle 14/11/2007 13:29 | link | commenti |

giovedì, novembre 01, 2007

Dice lei

Ancora cinque minuti
Sera del 31, esco di casa con alle spalle un vento gelido. E nella gola una lunga spina conficcata che non va né su né giù. Lungo la strada  mi fermo a fare qualche acquisto e camminano vedo le mie scarpe e poco più. Vorrei   mettere tutto giù a terra e urlare. Ma no ho alcun diritto di farlo e stringo i denti. Quando sai, la consapevolezza comporta la perdita di alcuni privilegi.  Entro in largo anticipo nella metropolitana. Bella, nuova, pulita  e tecnologica. Alla mia fermata è così presto che non so che fare.  Scendo. E mi siedo nei freddi sedili davanti ai binari e aspetto che passi. Che passi il tempo, che passi lo sconforto, il momento. Nessun posto è adatto a questo come un sedile di una stazione. Dove il tuo attendere può passare inosservato tra i treni che arrivano e la gente che scende. O così si crede. Mentre sono lì, ferma con le mie borse piene,  si avvicinano due signore venete sui sessant’anni, distratte e allegre, una un po’ in imbarazzo mi chiede se so fare una foto con il suo cellulare. Sì, le rispondo. Mi fa una foto alla metropolitana? Mi chiede.  E la faccio. E lei mi ringrazia tante volte, guardandomi un po’ stranita, poi va via. E arriva un'altra donna. Ha tante sciarpe e un giaccone largo e anche lei tante borse con sé. Dalle maniche escono due braccine mozze. Molto corte, troppo corte. Con in cima delle manine storte e deformi.  Al polso ha anche un tutore di cuoio.  Si siede vicino a me e comincia a trafficare. Dopo un po’ tira fuori da un sacchetto un pezzo di pane e comincia  a mangiare. Sette, sette e cinque, sette e dieci. Si alza e mi parla. Mi dice che dopo un po’ che sì è seduti loro arrivano. Arrivano e ti dicono gentilmente, che non si può stare lì. Che bisogna andare. Sono gentili,  ma decisi. Lei mi ha avvertito. E io faccio passare ancora cinque minuti e poi vado via. Delia mi aspetta già all’uscita. La serata diventa di un altro colore e il tempo vola via.

Postato da: Momi67 alle 01/11/2007 14:14 | link | commenti |