Dice lei
Banca: istruzioni per l’uso
Consigli semiseri per quando ci si reca in banca.
1. Siamo d’accordo, le banche hanno un pessimo curriculum vitae e si macchiano di svariate malefatte, è giusto essere prudenti e sospettosi. Ciò detto evitate di aggredire alle 8,30 del mattino l’impiegato con ogni sorta di accuse, dal furto dei soldi della prozia Beppa sotto il mattone al malore della nonna nel 1984. Probabilmente chi vi sta davanti all’epoca andava all’asilo nido, oggi guadagna quanto un operaio e comunque credete, di questi tempi ha più paura di voi al pensiero di rifilarvi qualche fregatura. Non approfittatene per essere scortesi in nome del motto “il cliente ha sempre ragione”.
2. Non siate però neanche servili. E’ stupido entrare genuflettendosi ed esordendo con il solito “siccome io sono ignorante...", questo è ammissibile solo per persone nate intorno al 1935, dal 1950 in poi non è concepibile non sapere come funzione il proprio estratto conto. Non si tratta di un rapporto della N.a.s.a. o di esame di matematica finanziaria. Se non lo sapete è perché in fondo non vi è mai importato nulla di scoprirlo e di ciò non potete fare una colpa all’impiegato. In ogni caso, non ci si mette mai volontariamente in posizione di debolezza se non in casi estremi e questo …non lo è. Non dovete far pena all’impiegato, dovete semplicemente esigere un servizio. E’ un diritto per il quale avete pagato.
3. Le bussole con il metal detector sono una grande grandissima seccatura. Doversi spogliare, lasciare la borsa, le chiavi eccetera una perdita di tempo. Lo sanno anche gli impiegati dell’istituto che francamente ne farebbero a meno. Quindi che senso ha battere i pugni contro vetri, urlare a pieni polmoni la propria frustrazione ed irrompere come Attila nel salone? In banca, per fortuna non ci veniamo tutti i giorni, quindi ogni tanto si può fare. Pensate a chi ci lavora che vede la stessa scena ripetuta almeno dieci volte al giorno.
4. Che vi chiamate Ceroccolicchio Alcibiade lo sapete da quando siete nati, e siete stufi di ripeterlo, lo comprendo, ma il solito impiegato non ha studiato divinazione e non sa leggere neanche la mano. Siate gentili scandite bene cognome e nome, ad un tono di voce udibile per chi ha le orecchie posizionate a 50 cm da voi e deve superareil sottofondo di brusii, squilli telefonici e radiodiffusione.
5. Se poi vi chiedono la data di nascita, cara signora Rossi Maria, non è per mettervi in imbarazzo ma perché probabilmente nell’anagrafica clienti ce ne sono circa 5.000 e serve una chiave di ricerca.
6. Essere clienti della stessa banca da trent’anni comporta dei vantaggi, l’affidabilità prima di tutto ma questa non è il lasciapassare per il paradiso. Quindi non entrate negli uffici suonando la marcia trionfale e dando ogni cosa per scontata. Nelle agenzie c’è molto avvicendamento di persone ed è normale che l’impiegato non sappia chi siate. La Banca non è un sistema di polizia, non siete schedati con foto e impronte digitali tali da permettere il vostro riconoscimento, tanto meno se pretendete di essere riconosciuti anche al telefono…