Prendersi sul serio, mica facile, questo nostro vivere in recupero, la maturita' slitta sempre piu' in là a rimorchio di un miraggio futuribile. (Sergio Caputo - E' già domani - No smoking)
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Dice lui:
Anonimo aggressivo
In Internet ci mostra subito aggressivi. Sulle chat scorrono gli insulti frammisti ai riferimenti impenetrabili degli habitué; i blog esprimono pareri senza mezzi termini e i commenti ai blog sono ancora più brutali. Si parla di sesso? Tutti sembrano dei maniaci. Di politica? Persino le idee più tolleranti e liberal si inguainano in esposizioni dure come pietre. Tanto che ci costa? Anonimo inseriamo su un anomino. Ovviamente le invettive più brucianti provendono dagli istruiti, dagli acculturati, dagli informati; sono pesi massimi della parola scritta e poco importata che si firmino “zydrach” o “jchnusa”, dietro ai nomi finti riluce un’ostilità vera. Lassù qualcuno ci odia.
Gli stupidi, i bruti, i degenerati in compenso fanno paura. Alle limitate risorse del loro linguaggio corrisponde una furia iterativa, quasi fisica, nell’inanellare florilegi di parolacce, poche, ossessive, sempre quelle. Termini che designano escrementi, organi sessuali e attività sessuali vengono rivolti senza nesso logico allo sconosciuto scrivente in un impeto iconoclasta; il pene come massima espressione della rabbia. La rabbia come espressione di che? Forse per vivere bisogna odiare e intanto si instaura l’ora legale, indifferente, e i parchi, e i condomini e le campagne sprofondano nel buio.
Anonimi.