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Prendersi sul serio, mica facile, questo nostro vivere in recupero, la maturita' slitta sempre piu' in là a rimorchio di un miraggio futuribile. (Sergio Caputo - E' già domani - No smoking)

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venerdì, ottobre 06, 2006

Dice lei

Quadrilatero: l’ora migliore
Tra le sei mezza e le sette e mezza. Le otto meno un quarto è già tardi.
Quando non è ancora sera, in questo periodo, ma la luce si smorza, le ombre sono lunghissime come collant stesi ad asciugare al sole e le stradine si riempiono di tavolini perfettamente apparecchiati, tavole imbandite di ogni sorta di stuzzichino. Tutto è semplicemente ordinato e invitante. Prima che la musica cambi, prima che questo piccolo quadrato di strade si riempia all’inverosimile di voci, motori, rumori.
Pochi sono seduti a quell’ora ma quei pochi raccontano una storia. Il professore universitario con un’incredibile bionda tutta gambe e un cappello Borsalino. Ragazzi calvi con piccoli occhiali da vista, intenti a scrivere chissà cosa sui tavolini ingombri di fogli come scrivanie d’ufficio, ragazze rasate, forate, colorate in nero che aspettano qualcuno ad un angolo con la bicicletta a mano. Le signore siciliane, calabresi, pugliesi, le regine di questo posto siedono invece sulle panchine sotto gli alberi, ogni tanto una si avvicina a un tavolo per rubacchiare una bruschetta e torna dalle amiche che nel frattempo ridono forte.
Passo accanto a loro con le mie borse e il passo pesante. Raramente cedo al desiderio di sedermi e bere qualcosa perché il desiderio di arrivare a casa è più forte.
Eppure è un piccolo quotidiano rimpianto.

Postato da: Momi67 alle 06/10/2006 20:38 | link | commenti (3) |