Dice lei

Prendersi sul serio, mica facile, questo nostro vivere in recupero, la maturita' slitta sempre piu' in là a rimorchio di un miraggio futuribile. (Sergio Caputo - E' già domani - No smoking)

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mercoledì, novembre 26, 2003

Dice lei:

Ci sono degli oggetti che entrano negli armadi senza una ragione precisa, non sono belli, non sono pratici, ci restano e non se ne vanno più. Dopo lunga osservazione del mio prossimo ne ho individuati un paio.

Medaglia d’oro alla sciarpa di ciniglia fatta a budella di vacca.

Da chi, come e quando sia stata studiata e fatta realizzare resta un mistero, mi pare di ricordare che sia saltata fuori cinque anni fa ed è stata riprodotta ed imitata milioni di volte, venduta ovunque fino all’ultimo stadio della catena commerciale ovvero sulla coperta dei vu cumpra’.

La trovo sinceramente ributtante, ogni volta che ne vedo una il mio pensiero va ad animali sbudellati e appesi a ganci di metallo.

Prima a pari merito, si piazza la finta pashmina, la vera tessuta mano da fini artigiani dell’India misteriosa alternando un filo di seta d uno di cachemire, è stata sul mercato delle vetrine del centro, si e no, due anni, poi abbandonata, troppo costosa. Da quel momento in poi però si è scatenata una vera epidemia di simil pashmine, riprodotte e vendute con i nomi più assurdi: pascina, pastmina, eco pashmina (?), vera pashmina di viscosa, pashmina di soia e seta (commestibile). Insomma, mille varianti sotto i 20 euro che appena tirate fuori dalla busta sembrano graziose, ma dopo 15 minuti che le hai al collo sembrano dei mociovileda. Quasi tutti ne hanno una, che in un momento di debolezza hanno comprato al mercato di via Solari, o gli è stata rifilata a Natale.

Anche qui, direi che è meglio la sciarpa fatta ai ferri da zia Matilde.

Postato da: shopalcholic alle 26/11/2003 12:08 | link | commenti |